Tasse a rate, più tempo per pagare

TASSE SOLDI

ROMA Il fisco a rate imprime un’accelerazione agli incassi ed Equitalia punta a potenziare la macchina. La crisi spinge infatti sempre più italiani a pagare le cartelle esattoriali negoziando una dilazione con lo Stato tanto che l’agente della riscossione sta studiando nuovi meccanismi utili per assecondare questa tendenza. I numeri, d’altronde, parlano chiaro. A fine anno, bissando i risultati del 2013, saranno 7 i miliardi provenienti dalla lotta all’evasione. «E questo – ha reso noto Equitalia alcuni giorni fa – grazie anche a un miliardo in più rispetto all’impatto previsto per la proroga della definizione agevolata delle cartelle». Al 30 giugno di quest’anno risultavano attive 2,3 milioni di rateazioni per un importo di oltre 25,6 miliardi di euro e ormai il 50% dei soldi che entrano nelle casse dello Stato sono il frutto di un accordo dilatorio tra fisco e contribuenti. Il patto è: «se non puoi darmi tutto subito paghi tutto con comodo, ed io non procedo con la forza». Vale a dire niente ipoteche, niente pignoramenti, fine delle ganasce fiscali e addio accessi diretti su stipendi e conti bancari. Insomma, nessun braccio di ferro fino a quando, bene inteso, le rate vengono saldate secondo gli accordi. Il sistema funziona così bene che Equitalia ha aperto un dossier per andare oltre le regole attuali, già fortemente favorevoli per i contribuenti. Le norme in vigore adesso prevedono, per chi si trova nelle situazioni economiche più gravi, di poter ottenere un piano di rateizzazione straordinario fino a 120 rate (in 10 anni) oppure un piano ordinario a 72 rate (in sei anni). L’importo minimo di ogni rata è, salvo eccezioni, pari a 100 euro. I piani sono alternativi per cui, in caso di mancata concessione di una dilazione straordinaria, si può chiedere una rateazione ordinaria. Finché i pagamenti sono regolari, il contribuente non è più considerato inadempiente e può ottenere il Durc e il certificato di regolarità fiscale per poter lavorare con le pubbliche amministrazioni. Inoltre il contribuente che paga a rate è al riparo da eventuali azioni cautelari o esecutive (fermi, ipoteche o pignoramenti).

NUOVI PARAMETRI
Ebbene questo schema sarà oggetto di una profonda revisione migliorativa per chi vuole rateizzare. La legge prevede infatti che l’accordo si rompa nel caso in cui il contribuente, o l’azienda, manchino il versamento di almeno 8 rate mensili anche non consecutive. La reazione è l’immediata azione esecutiva da parte di Equitalia. L’ipotesi alla quale si lavora è concedere una maggior tolleranza dal punto di vista delle morosità e, in talune circostanze, la possibilità (fattispecie oggi esclusa) di rinegoziare il piano ammorbidendolo. Inoltre, sarebbero rivisti i criteri (agganciati alla disponibilità economica del richiedente) in base ai quali viene fissato il numero e l’importo della rata. Ad esempio, carte alla mano, oggi presentando una domanda motivata si possono ottenere più di 72 rate quando l’importo della singola rata è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare. Questa griglie sarà cambiate in modo da garantire condizioni più agevoli alle famiglie e alle aziende in maggiore difficoltà.

IL MESSAGGERO