Tassa di soggiorno e più gettito Iva la Capitale spera nelle entrate fiscali

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L’incremento degli incassi per la tassa di soggiorno, ma anche due progetti innovativi: il trasferimento alla Capitale di parte dell’aumento di gettito Iva garantito dal Giubileo, e una sorta di “contributo sanitario” garantito dalle strutture religiose, abitualmente esentate dall’Imu, che nell’Anno santo si occuperanno dell’accoglienza dei pellegrini. Insomma, secondo l’orientamento del governo, dovranno essere le entrate fiscali a compensare, almeno in buona parte, le spese straordinarie che Roma dovrà sostenere per il grande evento annunciato da papa Francesco a partire dall’8 dicembre.
I CONTI

Il Campidoglio ha già avviato la trattativa con Palazzo Chigi per dirimere la questione economica. Non semplice, visto che il consiglio comunale in questi giorni sta votando un bilancio di previsione con altri 310 milioni di tagli alla spesa. Il sindaco Ignazio Marino è in contatto con il sottosegretario Graziano Delrio, incaricato dal Governo di seguire questo dossier. La lista della spesa è ancora da approfondire, ma il colle capitolino già prevede uscite straordinarie per 660 milioni.
TRASPORTI E RIFIUTI

Trecento serviranno per potenziare il trasporto pubblico della Città eterna, già adesso in forte difficoltà, che dovrà sopportare l’onda d’urto di 20-25 milioni di pellegrini che lo utilizzeranno nell’arco di 12 mesi: 120 milioni saranno utilizzati per la manutenzione straordinaria delle linee A e B della metropolitana, altrettanti per adeguare il contratto di servizio delle ferrovie regionali (tra Regione e Trenitalia) che oggi ammonta a 240 milioni annui. Quindi ci sono cento milioni da spendere per la manutenzione straordinaria della rete stradale romana, attualmente impresentabile, 140 per la gestione dell’accoglienza e un altro centinaio per la pulizia cittadina e lo smaltimento dei rifiuti. Gli straordinari dei dipendenti comunali, a partire dai vigili urbani, costerebbero poco meno di 20 milioni.
A questi si aggiungono altri 150 milioni, stavolta di competenza dello Stato, necessari a incrementare il livello della sicurezza in città, un mese dopo la chiusura dell’Expo di Milano, con il trasferimento a Roma di cinquemila uomini delle forze dell’ordine.
LE TASSE

A compensare la Capitale del peso economico sostenuto saranno, secondo il piano di Palazzo Chigi, i maggiori incassi fiscali garantiti dai milioni di visitatori attesi. Intanto ci sono gli introiti diretti del Comune: a partire dalla tassa di soggiorno che, se si avvereranno le buone previsioni degli albergatori, dovrebbe garantire una quindicina di milioni in più per le casse capitoline. Ma il Governo sta valutando un’ipotesi innovativa per l’Italia, ma già sperimentata per grandi eventi all’estero: destinare alla città parte del gettito straordinario dell’Iva che le attività economiche romane incasseranno (e verseranno allo Stato) durante le celebrazioni del Giubileo. Le previsioni delle associazioni di categoria parlano di un incremento intorno al miliardo e mezzo di euro: trasferire almeno un terzo di questa cifra a Palazzo Senatorio significherebbe far quadrare i conti senza bisogno di ulteriori interventi.
GLI IMMOBILI

Un’altra ipotesi che si sta affacciando in queste ore, ma che necessita di ulteriori approfondimenti, riguarda le strutture religiose che, non avendo finalità economiche prevalenti, non pagano l’Imu. Molte di queste, durante l’Anno santo, saranno utilizzate per l’accoglienza ai pellegrini, generando introiti. L’idea è quella di trovare un accordo con il Vaticano che sospenda di fatto l’esenzione per il periodo giubilare, magari con il pagamento di un contributo forfettario alla città quantificabile in alcune decine di milioni di euro.

Il Messaggero