Tagliavento ferma la Lazio

Tagliavento

«Resisti, fammi sentire che esisti, ne abbiamo avuti di momenti tristi. Non lasciamoci andare così, un miracolo no? Ma tentare si può, alle mille allettanti promesse, di stagioni poi sempre le stesse. Cambierò, dimmi che cambierai», così urlava Renato Zero nel 1982 (l’anno del trionfo azzurro ai mondiali) una delle sue canzoni più belle. La fotografia della Lazio attuale è questa. Altre otto tappe di via crucis, un calvario fino al termine di un campionato inutile tanto più che da San Siro esce un pari inutile. Apre Parolo, pari di Bacca, poi una bella sfida rovinata da Tagliavento che espelle Lulic rovinando il derby biancoceleste, ultimo obiettivo rimasto e non concede nel recupero un rigore: solita vergogna del fischietto umbro.

RITORNO AL PASSATO

Dopo i clamorosi errori tattici contro lo Sparta Praga, costati l’uscita prematura dall’Europa League, Pioli presenta il vecchio, caro, 4-3-3. Squadra più equilibrata, tre centrocampisti veri come Parolo, Biglia e Lulic a coprire una difesa rabberciata per le gravi assenze di De Vrij, Konko, Radu e Basta. Il tridente d’attacco è formato da Candreva, Matri e Felipe Anderson, preferito a Keita alle prese con un affaticamento muscolare. L’ex (amatissimo) Mihajlovic che ha scherzato col dirimpettaio nella sfida d’andata (3-1 netto per rossoneri), recupera Donnarumma e Montolivo, lancia la coppia d’attacco Luiz Adriano-Bacca, con Balotelli sempre in panchina nonostante l’infortunio di Niang. Dirige Tagliavento in uno stadio quasi deserto, proprio come l’Olimpico laziale di questi tempi.

BOTTA E RISPOSTA

Ti aspetti l’assalto iniziale del Milan per sfruttare il cappotto rimediato dagli avversari in Europa e invece parte meglio la banda di Pioli. Dopo nove minuti è già in vantaggio: angolo di Biglia, svetta Parolo che fa godere i trecento tifosi arrivati da Roma. Soliti cori contro Lotito, replicati dalla curva rossonera contro Galliani (i due grandi amici in Lega calcio non sono amati dalle rispettive tifoserie). Anderson è ispirato ma Candreva fallisce il raddoppio dopo una splendida fuga del brasiliano. Tant’è, bella Lazio ma c’è la sindrome del primo quarto d’ora pronta a colpire (e sono 14 i gol incassati nella prima frazione di gara). Solita sbavatura difensiva e al 15′ i padroni di casa pareggiano con Bacca. Un gol elementare, protezione della palla di Luiz Adriano (Bisevac troppo molle), assist per il colombiano che brucia Hoedt. Il resto del primo tempo è spettacolare, tanto pressing a centrocampo e nel finale anche una traversa di Bonaventura su punizione.

TAGLIAVENTO VERGOGNOSO

Passano venti secondi della ripresa per ingigantire i limiti difensivi della Lazio. Braafheid sbaglia un rinvio e serva a Bacca il pallone del 2-1: Marchetti è bravissimo a deviare in angolo. È il segnale che la stanchezza comincia a farsi sentire. Ora c’è solo il Milan, assalto totale alla ricerca della vittoria mentre i biancocelesti arretrano pericolosamente. Tagliavento sale in cattedra, regala una punizione a Honda (fallo inesistente di Parolo su Montolivo), asseconda l’onda rossonera e Marchetti si deve superare per ipnotizzare Bonaventura da due passi. Anderson ha il match-point sul destro ma arriva stanco e Donnarumma fa il miracolo. Mihajlovic scommette su Balotelli (fuori Luiz Adriano), Pioli ci prova con Djordjevic (fuori lo spento Matri). La perla di Tagliavento è dietro l’angolo: non ci sarà al derby ma incide lo stesso espellendo Lulic per doppio giallo: niente Roma per l’eroe del 26 maggio. Lazio in dieci per per gli ultimi sei minuti. Esce Candreva, tocca a Mauricio per provare a blindare il pareggio. Ci sarebbe un rigore netto per la Lazio, fallo di mano di Zapata in area di rigore ma con Tagliavento c’è poco da fare.

Il Tempo