Tagli, scure su sicurezza e sindacati

GIORGIO NAPOLITANO 2

I sindacati? Organizzazioni piene di soldi, aveva detto un paio di mesi fa Matteo Renzi. Così, non appena è arrivato il momento di tagliare, la scure del governo si è abbattuta anche sulle organizzazioni dei lavoratori. Nel menù dei tagli da 15 miliardi, della legge di stabilità (ieri firmata da Giorgio Napolitano) ci sono anche loro. Il finanziamento pubblico per i patronati, gli isitituti di assistenza ai lavoratori e ai pensionati finanziati con una quota dello 0,226% dei contributi, saranno tagliati dal prossimo anno di 150 milioni di euro. Una sforbiciata consistente, considerando che, secondo le stime, ai patronati andrebbero ogni anno poco meno di 300 milioni. Scendendo il finanziamento, ovviamente, scenderà anche il prelievo contributivo a carico di lavoratori e pensionati, che sarà ridotto dall’attuale 0,226% allo 0,148%. Sindacati a parte, la mannaia del governo si abbattuta su tutti i capitoli di spesa dei ministeri. A dire il vero, tirata l’ultima riga, il conto dei risparmi sui bilanci è ben lontano da quello che lo stesso Renzi aveva immaginato quando aveva fissato la regola del 3%: si è mala pena riusciti a superare la soglia del miliardo, meno anche degli 1,2 miliardi che dovranno risparmiare i Comuni. Ma a questa cifra va aggiunto un altro miliardo e mezzo da singole operazioni di tagli effettuate su fondi e stanziamenti dei dicasteri con portafoglio. Ma quali capitoli contribuiranno maggiormente? Quasi la metà arriverà dalla Difesa. Il ministero guidato da Roberta Pinotti ha ridotto il suo budget di 504 milioni. Non è solo il comparto. Anche la sicurezza ha dovuto partecipare in maniera significativa al nuovo sforzo di spending review. Dei 100 milioni di risparmi del ministero dell’Interno, ben 74 milioni sono riduzioni di budget per l’ordine pubblico: 42 milioni di taglio al contrasto al crimine, e altri 27 alla pianificazione e al coordinamento delle Forze di polizia. Cento milioni di taglio anche al Fondo per le non autosufficienze, che ha fatto subito protestare i malati di Sla. Novità per il bonus bebé: la domanda andrà fatta all’Inps che pagherà gli 80 euro mensili.
LA MANOVRA SUI BILANCI
Per il ministero della Giustizia la riduzione dei costi è di circa 100 milioni. È saltato, ancora una volta, invece, la sempre annunciata unificazione del Pra e della Motorizzazione Civile. Molti dei risparmi arrivano da voci settoriali, fondi gestiti dai ministeri ma che non sempre sono ospitati nei loro bilanci. A parte il taglio di 2 miliardi del Fondo Sanitario Nazionale, c’è anche un cospicuo taglio di 463 milioni al Fondo di Sviluppo e Coesione. Ieri c’è stato l’incontro tra il governo e le Regioni. Palazzo Chigi ha avvisato i governatori che l’entità dei tagli prevista, 4 miliardi, non si tocca. Ma durante il vertice, su proposta del presidente della Conferenza Stato-Regioni, Sergio Chiamparino, è emerso una sorta di «lodo», un tempo extra di 7-10 giorni per trovare meccanismi di risparmio alternativi a quelli individuati dal governo. Il lodo prevede l’impegno comune, attraverso il metodo dei costi standard, a razionalizzare la spesa a tutti i livelli dello Stato. C’è anche la proposta di attingere ai quasi 2 miliardi dal fondo presso il Tesoro a copertura del rischio di svalutazione dei derivati sottoscritti da alcune Regioni. Ma su questo fronte il governo starebbe lavorando per evitare possibili attriti con via XX Settembre.

Il Messaggero