Tagli, scatta l’allarme anche per il 2015

Bankitalia

La maxi sforbiciata programmata da Carlo Cottarelli potrebbe non bastare a finanziare i piani del governo e per il prossimo anno rischiano di essere necessari nuovi tagli, o, eventualmente, nuovi aumenti fiscali. A dare un riscontro ufficiale ai timori della vigilia è stata questa mattina la Banca d’Italia nel corso delle audizioni suil Def. «L’analisi delle stime tendenziali – ha spiegato il vicedirettore generale Luigi Federico Signorini – suggerisce che nel 2015 i risparmi di spesa indicati come valore massimo ottenibile dalla spending review non saprebbero sufficienti, da soli, a conseguire gli obiettivi programmatici, qualora dovessero finanziare lo sgravio dell’Irpef, evitare l’aumento delle entrate» e «dare copertura agli esborsi connessi con programmi esistenti non inclusi a legislazione vigente». Il riferimento non è soltanto alla riduzione del costo del lavoro, ma anche alla clausola di salvaguardia presente nella legge di stabilità nel 2014 che «prenota» 3,7 miliardi nel 2015 , ai 4-5 miliardi di manovra di correzione ad altri interventi «non calcolati» nel Def come il rifinanziamento delle missioni internazionali o della cassa in deroga. L’unico salvagente riguarda le «politiche di raggiungimento dell’equilibrio finanziario», che non devono essere «miopi» poichè la possibilità di ridurre il peso del debito sul pil non dipende solo da una gestione prudente delle finanze, ma anche dalla capacità di crescita dell’economia, due obiettivi inscindibili per Signorini. «Le procedure europee consentono alcuni margini di flessibilità, che possono essere sfruttati in accordo con le autorità europee a patto di avere, al tempo stesso, una strategia di riforme credibile e una bussola certa per le decisioni sulla finanza pubblica. Il Def propone azioni congiunte e simultanee: la riduzione del debito pubblico, il rilancio della crescita e un ritorno alla normalità dei flussi di credito, l’adozione di riforme strutturali che aumentino la produttività. Sono obiettivi che non si può non condividere. È importante che l’azione riformatrice sia nei fatti incisiva e coerente con queste premesse», ha aggiunto. L’accento è stato posto anche sulla sostenibilità del debito pubblico, che deve essere assicurata non solo perché imposta dai vincoli europei ma perché indispensabile per conservare la fiducia dei mercati e in quanto requisito fondamentale «della buona e prudente amministrazione della cosa pubblica». Quanto al progressivo riassorbimento della disoccupazione, specie tra i giovani, Bankitalia ha auspicato una crescita robusta e duratura, perseguibile attraverso il graduale miglioramento delle aspettative delle imprese e delle famiglie. «La ripresa non si è nessun modo riflessa sull’andamento del mercato del lavoro: questo è naturale perché l’occupazione tende a reagire con un certo ritardo, ma sono opportuni provvedimenti che accelerino la risposta delle impresa alla ripresa economica», ha affermato, apprezzando i contratti a tutele crescenti.

IL TEMPO