Super Zaza, Torino schiantato in Coppa Italia

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Non c’è storia. O meglio: non c’è partita. Come la pubblicità televisiva del vinci facile. E così la Juve vince (star)facile (4-0) perché il Toro non ha mai deciso di giocare ma aspettare i bianconeri dentro la sua metà campo. Doppietta di Zaza, prodezza di Dybala, magia su punizione di Pogba e i campioni d’Italia ai quarti. E proprio l’ex Sassuolo ha dimostrato di essere un cecchino infallibile, buon per Conte che ne ha più bisogno di Allegri. L’attaccante, con la doppietta nel derby, si porta a quota cinque gol stagionali con una media spaventosa. Un gol ogni 73 minuti. È stato in campo 368 minuti e fatto cinque reti. In ogni competizione: campionato, Champions League e Coppa Italia. Dopo questa doppietta, impreziosita da una prestazione anima e cuore, diventa impensabile una sua cessione in prestito a gennaio.

Di uno come lui c’è sempre bisogno. Ha rischiato anche, l’attaccante. Al 25’ del primo tempo, dopo aver preso un’ammonizione, ne ha rischiata un’altra entrando in maniera decisa sul portiere Ichazo. Poteva starci un’altro giallo che avrebbe portato al rosso ma l’arbitro ed i suoi collaboratori non hanno considerato falloso il suo intervento. E due minuti dopo Zaza ha colpito con un sinistro al veleno. Bello, bellissimo: Morata se ne va via dalla sinistra ubriacando la difesa avversaria, mette al mezzo e l’ex Sassuolo colpisce bene, forte e di precisione. Vantaggio juventino, meritato. Ma lo strapotere dei giocatori di Allegri continua, imperterrito. Nella ripresa, dopo tre minuti, Molinaro entra da dietro e in maniera dura su Lichtsteiner: giallo inevitabile che arriva dopo quello del primo tempo e si trasforma in rosso.

Toro in dieci, Juve sempre più padrona che raddoppia con Zaza, ancora lui, sempre lui, che lancia messaggi forti a Mandzukic e Dybala, soprattutto ad Allegri. Come dire: ci sono anch’io. E ha ragione. Questo Zaza giocherebbe in qualsiasi altra formazione ma in bianconero. Dybala, dal canto suo, risponde con un tocco magico: 3-0, conclusione di precisione. Prodezza che lo porta a dieci reti stagionali. All’appello manca solo Morata. Che ci prova e riprova ma per un motivo o per l’altro non riesce a togliersi la soddisfazione di andare in gol. In una serata del genere, però, la Juve ne ha potuto tranquillamente fare a meno. Pogba, per concludere, firma il poker con una punizione alla Pirlo.

Un consiglio: ci riprovi prossimamente nelle partite che contano. Intanto ha rotto il ghiaccio della precarietà. E il Toro? Non pervenuto. Che dire. Niente. I granata devono meditare su questa mortificante sconfitta ma quel che deve più preoccupare è che la squadra di Ventura non sa neppure combattere. Dove è finito il cuore granata? Le partite vanno giocate e non impostate a livello difensivo. E’ vero che la Juve è forte e mette paura a tutti ma quello visto contro i bianconeri non è vero Toro. Juve avanti, allora, con una consapevolezza: più passano i giorni e più si scopre forte. Fortissima. Come prima, più di prima.

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