Suicidio Lazio, lezione di Reja

LAZIO PARMA

Biglia, non Basta, poi Gomez condanna la Lazio. I biancocelesti perdono una partita incredibile contro l’Atalanta dopo aver dominato l’intero incontro: un’autorete di Basta e il gol subìto quasi allo scadere rendono vano il vantaggio iniziale realizzato su punizione da Biglia.

Ai biancocelesti sarebbe andato stretto anche il pareggio, l’ennesima sconfitta subìta in trasferta ha un sapore amaro che sa di beffa. La squadra di Pioli gioca bene e mette alle corde gli avversari almeno per settanta minuti. La prima occasione è di marca laziale, Basta affonda sulla destra e mette in mezzo, Masiello rischia una clamorosa autorete per anticipare Candreva appostato sul secondo palo. Il ritmo è sostenuto, la palla viaggia rapidamente anche grazie alla pioggia che bagna il terreno di gioco: si sbaglia qualche appoggio di troppo, ma sono errori veniali, non determinano sconquassi. Biglia blocca una ripartenza avversaria e viene ammonito. Poco dopo Felipe Anderson rimedia un buon calcio di punizione che Biglia capitalizza al meglio: destro sopra la barriera e palla all’incrocio dei pali.

La reazione dell’Atalanta è sterile, gli unici pericoli arrivano dai calci piazzati sulle corsie esterne nei quali la Lazio si ostina ad alzare oltremodo la linea di difesa: serve tutto il tempismo di Marchetti per smanacciare il pallone in uscita ed evitare il peggio. In ogni modo la Lazio continua a fare il proprio gioco: Basta prova a sorprendere Sportiello con un destro in diagonale che sfiora il palo, Milinkovic affonda ma non sfonda, Onazi rimedia il giallo per un fallo su Gomez. La Lazio rischia ancora, ancora su una punizione laterale che mette nelle condizioni Stendardo di colpire di testa indisturbato: palla di poco fuori. E’ una situazione intollerabile, un difetto di fabbrica che la squadra di Pioli si porta dietro dalla passata stagione, è bene che il tecnico faccia qualcosa per porre rimedio a una carenza strutturale generata dai suoi stessi dettami di gioco. Nella ripresa la Lazio sviluppa con meno intensità la propria manovra, l’Atalanta alza il proprio baricentro senza mai creare pericoli verso la porta laziale. Le condizioni climatiche peggiorano, ora la pioggia scende copiosamente complicando la vita dei giocatori: Marchetti è costretto a intervenire in due tempi su una conclusione dalla distanza di Maxi Moralez che gli rimbalza davanti, dall’altra parte Matri cerca la conclusione al volo senza successo prima di essere richiamato in panchina per lasciar spazio a Djordjevic. L’Atalanta spinge, la Lazio tiene correndo qualche rischio: Pinilla prova la conclusione ravvicinata, ma la sua posizione è troppo defilata per trovare il bersaglio. I padroni di casa trovano ugualmente il pareggio grazie a uno sfortunato rimpallo su Basta che mette il pallone alle spalle di Marchetti dopo un cross dal fondo di Gomez. Dopo aver controllato la partita per settanta minuti, la squadra di Pioli è costretta a rincorrere il successo negli ultimi venti. Il finale di partita diventa quasi un assedio, un assalto alla baionetta, ma l’Atalanta trova clamorosamente il raddoppio con un gol fantastico di Gomez che piazza la palla all’incrocio dei pali. È il gol vittoria. È il bello e il brutto del calcio, dipende dai punti di vista. Ma anche questo è il calcio.

IL TEMPO