Suicidio Inter Follia Guarin Che incredibile rimonta Il Livorno da 0-2 a 2-2

Amichevole F.C. Inter vs. Vicenza

Due punti in tre partite. Un ruolino di marcia che mette a rischio il posto in Europa. Che succede all’Inter? Prima le sbandate casalinghe, ora un pareggino contro il Livorno che suona come una sconfitta visto che la squadra nerazzurra aveva chiuso il primo tempo in vantaggio per 2 a 0. Si può buttare via una simile occasione? Una vittoria avrebbe portato Handanovic e compagni a un punto dal quarto posto, dalla Fiorentina. Invece, niente. Ancora un passo falso. L’Inter sembra un cantiere sempre aperto. Mazzarri, un allenatore che è sempre riuscito a dare un’identità precisa alle sue creature, stavolta non riesce a dare un senso compiuto al progetto tattico. Il solito Palacio ha provato a salvare capra e cavoli segnando il quattordicesimo gol in campionato. Ma non è bastato.

Squadra precaria L’Inter non ha mai dato la sensazione di avere in pugno la partita neppure dopo il doppio vantaggio. Colpa di un centrocampo fragile e per il momento senza un vero leader. E anche l’approccio mentale del gruppo non è stato quello giusto. I due gol del Livorno sono frutto di veri e propri regali dei nerazzurri. Paulinho è stato lasciato libero di calciare da dentro l’area di rigore su azione da calcio d’angolo ed Emeghara si è visto addirittura lanciare a rete da un assurdo passaggio indietro del nuovo entrato Guarin. Dove era con la testa il talento colombiano? Ha ragione il patron Thohir quando sostiene che tutti sono sotto esame. E ha ragione quando pretende come risultato «obbligatorio» un posto in Europa. Obiettivo ancora da blindare. L’Inter, per il momento, è al quinto posto ma non è riuscita a fare il vuoto alle sue spalle.

Partita strana Con un’Inter lenta e macchinosa. Mazzarri parte con Palacio e Alvarez dietro Icardi. Ma Ricky non graffia. Trotterella senza ispirazione. Poi, nei dieci minuti finali del primo tempo la squadra di Mazzarri sembra scappare via. Prima va a segno Hernanes bravo a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto poi raddoppia Palacio con una girata al volo di destro su assist di Jonathan. Partita chiusa? Neppure per sogno perché a inizio ripresa Paulinho, uno con il pepe addosso, batte Handanovic con una splendida girata. In perfetta solitudine. Dove erano Samuel e Juan Jesus? I due allenatori cambiano qualche uomo e schema tattico. Di Carlo inserisce Emeghara e passa al 4-3-1-2; Mazzarri risponde con Guarin (perché al posto di Hernanes e non dell’inconcludente Alvarez?) e passa al 3-5-2. Inter più prudente, quindi. Ma anche un’Inter che non mette mai sulla bilancia quella grinta che servirebbe. Un’ulteriore dimostrazione di questo atteggiamento sbagliato arriva a metà ripresa quando Icardi, solo davanti a Bardi, si fa anticipare da Mbaye e Guarin, che raccoglie la palla non riesce a scaraventarla in rete. Un po’ di fame in più sarebbe necessaria. La partita si scalda. Ci sono anche due episodi che potrebbero valere due rigori: prima una spinta di Mesbah a Palacio, poi un contatto tra Juan Jesus e Benassi. L’arbitro Calvarese sceglie lo stesso metro. Alla voce critiche arbitrali finisce in parità.

Il cadeau Proprio come sul campo. Al 40’ Guarin regala a Emeghara il pallone del pareggio. Un assist che lascia Mazzarri di ghiaccio e l’Inter in mezzo al guado. La squadra nerazzurra continua a buttare via punti e a perdere occasioni per costruirsi una buona classifica. I prossimi due mesi dovranno dare una sentenza chiara alla nuova proprietà: si può ripartire da questo gruppo oppure è meglio avviare una ricostruzione quasi totale? Il pareggio, invece, è oro per un Livorno che resta al terzultimo posto ma che si porta a un solo punto dal Bologna. La salvezza, insomma, resta un traguardo credibile. Il tecnico Di Carlo, tra l’altro, può contare su un giocatore come Paulinho che ha poco a che spartire con queste zone della classifica. Il Livorno aveva bisogno di un’iniezione di ottimismo. Rimontare due gol all’Inter è un invito a pensare positivo.

La Gazzetta dello Sport