Sud Corea, la condanna del presidente “Atti dell’equipaggio come un omicidio”

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Le azioni di capitano ed equipaggio del traghetto Sewol, affondato mercoledì al largo delle coste merdionali della Corea del Sud, sono «equivalenti all’omicidio». È durissimo il giudizio della presidente sudocreano Park Geun-hye: «Gli atti di capitano e alcuni membri dell’equipaggio sono del tutto incomprensibili e inaccettabili, equivalgono all’omicidio».

Park, in un incontro con politici e collaboratori, ha fortemente criticato il capitano e alcuni dei membri dell’equipaggio del traghetto Sewol per aver lasciato centinaia di passeggeri e abbandonato la nave che stava affondando, definendo i loro atti pari all’«omicidio».

La presidente, di fronte al disappunto dell’opinione pubblica e soprattutto alla rabbia di genitori e parenti degli oltre 200 studenti ancora dispersi per la gestione della crisi e dei soccorsi, ha promesso che saranno scoperte e chiarite «tutte le irregolarità e le responsabilità» nelle operazioni a bordo della nave «sia penali sia civili», a prescindere da ranghi o posizioni. Park, nel resoconto dell’agenzia Yonhap, ha ammesso «seri problemi» alla risposta iniziale del governo al disastro, che annovera oltre 300 tra morti e dispersi. Tuttavia, ha concluso, «il comportamento di capitano e alcuni membri dell’equipaggio è inconcepibile dal punto di vista del senso comune e non deve essere tollerato».

Intanto la procura sudcoreana incaricata di far luce sull’affondamento del traghetto Sewol sta verificando le ipotesi di eventuali responsabilità penali della Chonghaejin Marine, l’operatore del traghetto. Nel mirino, secondo i media di Seul, proprietari e dirigenti della società, cui è stato vietato di lasciare il Paese, a causa dello scadente addestramento dell’equipaggio di fronte a situazioni di emergenza e di altre circostanze al vaglio.

Sulla base delle testimonianze concordanti, dopo l’incidente le istruzioni date ai passeggeri sono state di rimanere «calmi in cabina», anche dopo che la nave aveva cominciato a inclinarsi, invece di cominciare a utilizzare le scialuppe di salvataggio. Le autorità hanno arrestato il capitano Lee Jun-seok, il terzo ufficiale (la 26enne neoassunta al comando, con un’esperienza di appena un anno) e un timoniere.

Tuttavia, pesano anche le informazioni confuse fornite dalla società su numero dei passeggeri e carico del Sewol, sollevando il sospetto di un tentativo di coprire le accuse che la nave era sovraccarica. Nel rapporto alla partenza dal porto di Incheon, Chonghaejin Marine ha riferito alla Korea Shipping Association un totale di 450 passeggeri, 24 membri dell’equipaggio, 150 veicoli e 657 tonnellate di carico, secondo la tv Ytn. Poco dopo l’incidente, l’operatore ha cambiato i numeri dati: 477 persone a bordo, carico di 1.157 tonnellate e 180 veicoli.

Chonghaejin Marine, smentendo che la nave fosse sovraccarica, ha però cambiato il numero dei passeggeri diverse volte: erano 477-459 mercoledì, poi 462 e di nuovo 475. Venerdì, infine, nuovo cambio, a quota 476.

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