Subito Zaza e Immobile, la giovane Italia di Conte

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Non è un Paese per giovani, rimugina Antonio Conte, chiamato a ricostruire l’Italia. E invece sì, almeno con lui: contro l’Olanda,questa sera a Bari, per il ct esordiente se la giocherà con Simone Zaza, di anni 23, e Ciro Immobile, di un anno più vecchio. L’ex tecnico della Juve un po’ ha già ribaltato l’Italia, lasciando 15 superstiti del Mondiale brasiliano, ma avendo allungato la lista dei convocati a 27.

Altre certezze: dentro Sirigu e fuori Buffon, ma solo per dare minuti al portiere del Psg («Gigi resta il numero uno»), e Marchisio dentro per 90 minuti («con la Norvegia è squalificato»). Sono invece indizio, ma solido, la difesa a tre, con Ranocchia, Bonucci e Astori, e il centrocampo a cinque: Candreva, Parolo, De Rossi, Marchisio, De Sciglio. El Shaarawy starà a riposo, per una piccola distorsione alla caviglia, lascito della domenica di campionato.

Da 16 anni, un ct non vince all’esordio: «E allora faccio gli scongiuri, perché a nessuno piace perdere. E a noi tocca un’amichevole contro una squadra forte e con valori consolidati, ma noi abbiamo voglia di fare delle belle cose, e dimostrare di fare le cose per bene». L’emozione e i pensieri gli fregano il sonno: «Mi auguro di dormire qualche ora in più, perché di solito fatico a dormire, ma quando dormo poco penso tanto e a volte maturo delle buone idee». Come non essere emozionati, però: «Allo stadio ci sarà mia figlia, che ha fatto l’esordio in questo stadio, quando aveva due mesi. Ci sarà la mia famiglia, un motivo in più per essere orgoglioso».

Partirà dal 3-5-2 juventino, ma non necessariamente composto da bianconeri, e da qualche altra certezza: «Bisogna cercare di fare un mix tra veterani che ho anche avuto il piacere di allenare e giovani promettenti che hanno tutto per diventare dei grandi». Ha fiducia: «In questi tre giorni di ritiro ho visto un atteggiamento positivo e propositivo: c’è grande senso di responsabilità da parte di tutti». Si andrà in campo per l’Italia, nel senso di squadra e nazione: «E’ un momento difficile per tutto il Paese e noi vorremmo essere d’esempio: andiamo in campo noi ma sappiano che dietro c’è un Paese che ci guarda».

Buffon non ha comunque dubbi, perché Conte è l’unico che può riportare la nazionale in alta, aveva detto il portiere: «Mi auguro di non smentire Gigi, questo è l’augurio che mi posso fare. Ma c’è tanto da lavorare».

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