Strootman ricorda Cruijff: «Lo stile di gioco olandese ha cambiato il calcio». Spalletti: «Un campione nello sport e nella vita»

Kevin Strootman 1

«Un campione anche nella vita oltre che nello sport». Luciano Spalletti ricorda così il ‘profeta del gol’ Johan Cruijff, scomparso oggi a 68 anni. «È stato il vero cuore dell’Arancia Meccanica, ci ricordiamo quando l’Olanda di Cruijff era stata soprannominata così e lui ne era il cuore. Aveva la qualità di dettare un qualcosa che andava oltre le qualità del momento – spiega il tecnico della Roma ai microfoni della tv giallorosso -. È stato veramente un calciatore moderno in quegli anni lì, bastava vedere la qualità dentro la velocità con cui faceva le cose. Quello lo ha proiettato subito nel futuro. Mi ricordo una sua frase celebre: ‘chiunque può giocare al calcio se gli dai 5 metrì. Lì faceva vedere le sue intenzioni, districarsi anche nello spazio stretto, muovere la palla».

Straordinario in campo, ma anche in panchina. «Cruijff è stato un grande allenatore perchè ha vinto la Champions. Forse è stato uno che aveva le qualità del falso 9 – sottolinea Spalletti -, giocava centravanti ma lo trovavi ala, veniva sotto la metà campo a prendere palla sui piedi e ribaltava l’azione in un attimo. Ci ha insegnato molto e noi gli dobbiamo essere grati per tutto il resto della nostra vita».

Di sicuro tra i tanti ad essergli grati ci sono i suoi connazionali che lo ricorderanno sempre come il migliore. «Oggi abbiamo perso il calciatore più forte che abbiamo avuto in Olanda, il più grande allenatore – le parole del centrocampista Kevin Strootman a Roma Tv -. Ha significato molto per noi, il Mondiale e lo stile di gioco olandese ha cambiato il calcio. È difficile trovare le parole, è stato il nostro giocatore più forte di tutti i tempi: purtroppo non è riuscito a sconfiggere questo male e a 68 anni è troppo presto. Il mio pensiero va alla famiglia, faccio le mie condoglianze. L’ho incontrato solo una volta dal vivo, sono andato immediatamente a chiedere una foto perchè per me è il giocatore più forte di tutti i tempi e credo lo sia per tante altre persone. Non solo in Olanda, in Europa e in tutto il mondo, lo conoscono per le grandi squadre con cui ha giocato e perchè ha vinto: sfortunatamente non è riuscito a vincere la battaglia contro il cancro. Ancora una volta il mio pensiero va alla famiglia».

IL MESSAGGERO