Strage migranti, superstiti sbarcati video gran parte vittime donne e bambini

Body bags containing migrants at Lampedusa

“Non è possibile dire quanti fossero. Di preciso. Sicuramente il tragico evento ha avuto la fortuna di accadere in prossimità del mercantile che quindi è riuscito ad intervenire subito e a recuperare tutti quelli poteva. Non posso dare delle certezze, però queste barche sono le stesse che si vedono spesso, e i numeri di solito vanno dai 200 ai massimo 250. Questi sono i numeri in media”. Lo ha detto il comandante della nave Grecale, Stefano Frumento, rispondendo ai giornalisti sul molo di Catania, dove ha attraccato la nave con a bordo i 17 morti nel naufragio di ieri nel Canale di Sicilia e i 206 naufraghi. I superstiti avevano rifertito di un numero, a bordo del barcone, che si aggirava sui 400. “Il barcone carico di migranti
naufragato nel canale di Sicilia si è capovolto ed è affondato rapidamente. I soccorsi sono stati immediati ed è stata una fortuna, anche se il termine non è quello adeguato. Cosa è successo a bordo non lo posso dire perché c’è un’inchiesta della magistratura” ha concluso il comandante della nave.

Il bilancio. Sono 12 donne e due minorenni tra le 17 vittime del naufragio di migranti nel canale di Sicilia, oltre a due uomini. I corpi sono sulla fregata Grecale nel porto di Catania.

Altri 295 immigrati, intanto, sono stati soccorsi dalla Marina militare nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum nel Canale di Sicilia. I profughi sono stati imbarcati sulla nave “Sirio” che li sta conducendo verso il porto di Augusta (Siracusa).

L’ennesima strage di migranti si è consumata ieri a 40 miglia dalle coste della Libia, a pochi giorni di distanza da un altro naufragio costato la vita a una quarantina di persone partite dalle coste orientali del paese nordafricano. Segno che, probabilmente, non bastano più gli sforzi che l’Italia sta facendo con Mare Nostrum ed occorre, invece, mettere in piedi una missione internazionale per tentare di bloccare i trafficanti di morte e consentire alle migliaia di richiedenti asilo che si trovano in Libia di poter presentare le domande in quel paese.

L’allarme. L’Sos per il naufragio è scattato ieri attorno alle 13, quando un Atr della Guardia Costiera ha raccolto l’sos lanciato da un’imbarcazione in difficoltà. I migranti si trovavano a un centinaio di miglia a sud di Lampedusa, più vicini alle coste libiche che a quelle italiane, nei pressi di una piattaforma petrolifera. Cosa sia accaduto lo racconteranno nelle prossime ore i migranti che si sono salvati: quel che è certo è che il barcone è affondato. E non è affatto escluso che si possa esser verificato quel che il direttore dell’Immigrazione del Viminale Giovanni Pinto aveva riferito poco meno di dieci giorni fa al Parlamento: dalla Libia, disse citando informazioni d’intelligence, partono sempre più spesso imbarcazioni fatiscenti perché i trafficanti di morte sanno che le navi italiane vanno a prendere i migranti fin quasi al limite delle acque territoriali libiche.

Nella zona del naufragio sono stati immediatamente dirottati alcuni mercantili, che hanno soccorso i primi naufraghi e recuperato le salme, oltre a due motovedette della Guardia Costiera, una della Guardia di Finanza e le navi Sirio e Grecale della Marina Militare. Un’ora dopo il naufragio i primi mezzi di soccorso erano già nel punto dove è affondato il barcone, ma per molti migranti era già troppo tardi.

La polemica.
 L’Italia rinnova le accuse all’Europa di lasciarla sola e Bruxelles, almeno stavolta, sembra ammettere le sue responsabilità. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà in Sicilia domani e sarà quella l’occasione, dice il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, per trattare “in maniera più approfondita” l’intera vicenda. Il premier ribadirà con ogni probabilità che l’immigrazione sarà una delle priorità del semestre italiano di presidenza dell’Ue e chiederà un maggior coinvolgimento dell’Europa. Cosa che il ministro degli Interni Angelino Alfano ha già fatto ierii, ‘minacciandò Bruxelles: “Le nostre navi sono lì a recuperare morti e a soccorrere i vivi, l’Europa non ci sta aiutando. O l’Europa ci aiuta a presidiare la frontiera o faremo valere il principio che il diritto d’asilo riconosciuto dall’Italia si possa esercitare in tutta Europa”.

Un’altra strage di migranti
. All’Europa si rivolge anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando, parlando di un “deficit di cooperazione”, e quello degli Esteri Federica Mogherini definendo “inaccettabili” le stragi di innocenti. “Sicuramente” ci sono state mancanze dell’Ue, afferma il titolare della Farnesina, “noi sappiamo che dobbiamo continuare a salvare vite, Mare Nostrum serve a questo oltre che a contrastare il traffico di essere umani, ma è come svuotare il mare con un cucchiaino”. Ecco perché la gestione del problema “è una responsabilità che dobbiamo portare avanti insieme a tutti gli altri paesi europei perché non sono frontiere italiane, sono frontiere europee”.

Da Bruxelles risponde il commissario per gli affari interni Cecilia Malmstrom, aprendo alle richieste dell’Italia. “Sono scioccata. Chiedo a tutti gli Stati membri di discutere nel prossimo Consiglio Interni come si può contribuire”. “E’ chiaro – aggiunge la Malmstrom – che la responsabilità è di tutti gli Stati membri dell’Ue, serve solidarietà concreta per ridurre il rischio che tali tragedie si ripetano. E’ ora che gli Stati passino dalle parole ai fatti”. Anche il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz invita gli altri paesi a “non lasciare sola l’Italia: l’Europa deve urgentemente prendersi le sue responsabilità per porre fine a questa catastrofe. Non possiamo continuare a girarci dall’altro lato. Dobbiamo condividere in modo più giusto le responsabilità tra i 28 Paesi, accettando una semplice verità: l’Europa è un continente di immigrazione, ma non abbiamo ancora una politica comune di gestione dei flussi”. Quel che chiede, da tempo, il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, che nella sua isola ha accolto una task force di avvocati per la tutela dei diritti dei migranti. “Il diritto di asilo va chiesto a terra e non rischiando la vita. Non possiamo continuare così. L’unica cosa da fare sono i canali umanitari”.

Emergenza in Sicilia. La situazione in Sicilia resta di emergenza: ieri mattina sono sbarcati altri 61 minori somali a Porto Empedocle, soccorsi da una nave della Marina militare, mentre ieri oltre 400 persone hanno preso terra a Trapani, dove le strutture di accoglienza sono al collasso da tempo. Il 3 ottobre scorso le acque di Lampedusa furono già teatro di un’altra tragedia, la più grande registrata fino ad oggi. Allora i morti recuperati al largo dell’isola dei Conigli, dove affondò un barcone con oltre 500 migranti a bordo, furono 366.

Altra tragedia evitata in Libia. Ieri le autorità libiche hanno intercettato e salvato altri 340 migranti mentre nell’imbarcazione su cui si trovavano iniziava ad entrare acqua subito dopo la partenza nelle vicinanze della città costiera occidentale di Sabratha. I migranti sono stati trasportati in una scuola vicino Zawiya, ad ovest di Tripoli, prima di essere trasferiti in un centro di detenzione in Libia. Tra i tratti in salvo 40 donne e 13 bambini la maggior parte sudanesi ed eritrei.
 
Scafisti arrestati. La squadra mobile di Palermo ha arrestato due presunti scafisti che erano arrivati a Palermo, a bordo di una nave militare, lo scorso 2 maggio. In quell’occasione erano stati 358 i profughi arrivati con la nave ‘Libra’. Sono stati tre migranti ad indicare i due egiziani come scafisti. Le loro dichiarazioni e quelle di altri testimoni hanno consentito alla polizia di fare luce sui particolari dell’ennesimo viaggio della speranza. Le indagini hanno rivelato come un viaggio, dal luogo di partenza e passando per la Libia, potesse arrivare a costare, al singolo straniero, oltre 4 mila dollari. Le dichiarazioni, inoltre, dei testimoni, hanno confermato come la gestione del viaggio intero sia appannaggio di organizzazioni strutturate e transnazionali.

LA REPUBBLICA