Strage in Tribunale l’omaggio di Renzi: ora basta armi facili

Matteo Renzi

Non solo lacrime per i morti, ma interventi concreti affinché una strage come quella avvenuta nel palazzo di giustizia non si ripeta mai più. «Ciò che è accaduto a Milano ci lascia attoniti e ci chiama a un impegno più deciso contro la proliferazione di armi e per la difesa della strutture giudiziarie, per le quali bisogna immaginare il passaggio della sicurezza in carico allo Stato», afferma il premier Matteo Renzi.
DUBBI DEL CERIMONIALEE proprio per far sentire la presenza dello Stato, Renzi ha voluto essere alla camera ardente allestita ieri all’interno del Tribunale: ha abbracciato la mamma e la sorella dell’avvocato Lorenzo Claris Appiani e la moglie del giudice Fernando Ciampi, chiusi nelle bare coperte da cuscini di fiori bianchi e rossi. Ma ha anche incontrato i vertici del palazzo di giustizia assicurando il «massimo impegno» e «provvedimenti al più presto», per garantire la sicurezza. Ha dato carta bianca al ministro Andrea Orlando in vista della riunione di giovedì con i procuratori generali, un vertice al quale i magistrati milanesi arriveranno con le loro proposte: controllo degli ingressi con badge e metal detector più rapidi anche per dipendenti e magistrati, rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine dentro il palazzo. La morte di tre persone «è una ferita che non si può dimenticare», dicono le toghe, e Renzi ha voluto inviare subito un primo segnale, esercitando il suo pressing affinché si svolgessero i funerale di Stato. Il servizio del cerimoniale di Palazzo Chigi ha manifestato qualche perplessità, segnalando che non sempre in passato la procedura è scattata automaticamente, ma ha confermato comunque che i requisiti della legge 87 sono pienamente rispettati. Le esequie solenni di Appiani e Ciampi saranno celebrate nel Duomo di Milano dall’arcivescovo Angelo Scola, mentre per Giorgio Erba, la terza vittima dell’imputato-killer Claudio Giardiello, i funerali si terranno in forma privata, come deciso dalla sua famiglia, nel Duomo di Monza. «Sono sicura che avrebbe voluto un funerale con gli amici più cari», ha detto la moglie. Nessuna ragione recondita, spiega la madre di Lorenzo Claris che l’ha incontrata: «Ha tenuto a sottolineare che la scelta dei funerali separati non ha altro motivo se non l’impegno rispettoso di quelle che sarebbero state certamente le volontà del marito». Commemorazione anche a Roma, con sospensione delle udienze tra le 11 e le 11,15.

Il Messaggero