Strage a Istanbul, kamikaze aveva chiesto asilo in Turchia

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Il kamikaze che ieri ha ucciso 10 turisti stranieri, tutti tedeschi, a Istanbul aveva chiesto asilo in Turchia il 5 gennaio scorso, una settimana prima dell’attacco. Lo rivelano i media locali. L’attentatore, il 28enne Nabil Fadli, un siriano nato in Arabia Saudita, avrebbe presentato la domanda di asilo all’ufficio dell’immigrazione di Zeytinburnu, a Istanbul, in compagnia di altri 4 uomini. Nei giorni successivi Fadli, appena entrato in Turchia dalla Siria, sarebbe rimasto nell’indirizzo di residenza dichiarato di Istanbul. Le indagini sono in corso per cercare di identificare i suoi accompagnatori.

Intanto altri 4 sospetti sono stati fermati dalla polizia turca per presunti legami con l’attentatore kamikaze dell’Isis che ieri ha ucciso 10 turisti tedeschi a Istanbul. Lo ha detto il premier di Ankara, Ahmet Davutoglu. Un altro sospetto era già stato fermato ieri.

Oltre alle 10 vittime tedesche dell’attentato di Istanbul, il ministero degli Esteri di Berlino ha confermato anche 7 feriti tedeschi ricoverati in ospedale, di cui 5 in reparti di cure intensive. Il ministero non ha ancora fornito informazioni ufficiali sulle generalità delle vittime. I governi regionali di quattro Laender hanno però già confermato che tra le vittime ci sono dei loro cittadini: due uomini e una donna della Renania-Palatinato, una coppia del Brandeburgo, un uomo di 67 anni dell’Assia e tre uomini della Sassonia. Secondo un portavoce del ministero dell’Interno sassone si tratta di un 70enne di Lipsia e di due uomini di Dresda, di 51 e 75 anni. Secondo i quotidiani di Berlino, ci sarebbe anche una vittima berlinese, ma l’amministrazione della città non ha confermato l’indiscrezione.

Intanto è stata rilasciata dalla polizia turca la donna fermata ieri sera nel quartiere di Nisantasi, a Istanbul, per un presunto collegamento con il kamikaze di Sultanahmet. Lo riporta l’agenzia Dogan. La donna, che lavora nel settore turistico, era stata interrogata dopo che erano emersi contatti dal suo telefono cellulare con l’attentatore, Nabil Fadli. Secondo quanto emerso, però, la donna lo aveva smarrito la scorsa settimana, di ritorno da un viaggio in Cappadocia, facendolo bloccare solo lunedì.

E sono 68 i sospetti membri dell’Isis arrestati dalla polizia turca tra ieri e oggi. Lo riporta l’agenzia statale Anadolu. Le operazioni si sono svolte in 8 province. Nove sono le persone fermate oggi, di cui 6 a Smirne e 3 cittadini russi ad Antalya. Ieri 15 siriani e un turco erano stati arrestati ad Ankara e altri 25 sospetti nelle province di Kilis e Sanliurfa, al confine con la Siria, con l’accusa di progettare attacchi sul suolo turco. Blitz anche a Mersin e Adana, nel sud, e nella provincia anatolica di Konya.

Nell’ultimo mese l’intelligence turca aveva lanciato due diversi allarmi a tutte le forze di sicurezza del Paese su possibili attacchi dell’Isis su vasta scala a turisti e stranieri. Datati 17 dicembre e 4 gennaio, allertavano sull’intenzione di diversi jihadisti entrati dalla Siria di condurre attacchi contro obiettivi turistici e contro le rappresentanze diplomatiche in Turchia dei Paesi Nato coinvolti nella guerra al Califfato.

Papa, Dio converta i cuori dei violenti – “Prima di concludere questo nostro incontro in cui abbiamo riflettuto insieme sulla misericordia di Dio – ha detto il Papa in udienza generale – vi invito a pregare per le vittime dell’attentato avvenuto ieri a Istanbul. Che il Signore, il Misericordioso, dia pace eterna ai defunti, conforto ai familiari, fermezza solidale all’intera società, e converta i cuori dei violenti”. I fedeli hanno applaudito.

Danimarca e Germania a concittadini in Turchia: “Evitate la folla” – La Danimarca come la Germania ha allertato i danesi che si trovano in Turchia ad evitare assembramenti davanti le attrazioni turistiche. Il ministero degli Esteri danese ha aggiornato il suo sito web. L’avviso di viaggio, hanno sottolineato le autorità danesi, “fino a nuovo ordine” è di evitare luoghi pubblici e quelli dove si riuniscono molte persone.

ANSA