Stellone ribalta il Frosinone

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FROSINONE Il turn-over è un concetto che va al di là della semplice rotazione dei giocatori per preservarne la forma, portato in Italia in maniera metodica da Sven Goran Eriksson tra gli anni 90 e 2000, quando guidava la Lazio. E Svennis a chi storceva il naso rispondeva: «Turn-over è per tutti». Questa filosofia, quella di alternare giocatori per tenere sempre tutti in forma e sulla corda, è uno dei totem di Roberto Stellone. Il suo Frosinone, soprattutto in B, è stata la squadra che più ha fatto ruotare gli uomini, in un certo periodo si è arrivati addirittura a far girare i portieri. C’è chi non è d’accordo, ma i risultati sono dalla parte di Stellone che non è un integralista, ma solamente uno che difende le sue idee, specie se vincenti. In questa prima parte di Serie A la rotazione degli elementi della rosa la si è vista, anche se è stato solo un antipasto, perché è nelle prossime tre gare che si assaggerà il piatto forte. Udinese al Friuli, Carpi al «Matusa» e Fiorentina al Franchi: tre partite in soli sette giorni, tre gare in cui il Frosinone non può permettersi il lusso di non essere dominante a livello fisico. E come in una giostra, le maglie dei giocatori cominciano a volteggiare, prima di posarsi sulla posizione assegnata.

A Udine non ci sarà di certo Pavlovic e al 90% mancherà Gucher. Dionisi è in diffida e l’indicazione è preservarlo per il Carpi. L’impressione è che al Friuli potremo vedere all’opera Castillo, ma anche aspettarci un ritorno di Tonev, permettendo così ad uno tra Soddimo (più probabile) e Paganini di rifiatare. In mezzo al campo potrebbe toccare a Sammarco, per sostituire Gucher. In difesa il mister pensa a Matteo Ciofani e Russo.

Gli unici che dovrebbero avere il posto assicurato sono Leali, Diakité, Cibsah e Daniel Ciofani, però mai dire mai. Una volta archiviata l’Udinese si penserà al Carpi e la girandola ricomincerà: chi non gioca in Friuli gioca al «Matusa», ma poi si siede per Firenze. Questa la linea del professor Stellone, che all’interno del suo laboratorio ha già messo a punto le alchimie, a caccia della formula vincente. E chissà se in questo trittico ci sarà un’occasione anche per Verde, che pare sempre più ai margini del progetto. Intanto in sala stampa si è presentato Leonardo Blanchard, il difensore ha sottolineato come ad Udine sarà dura: «Pensiamo a portare a casa i punti, ma non dobbiamo vincere per forza». Poi il toscano, uomo dello zoccolo duro della Lega Pro ha parlato del gruppo: «Certo servono le individualità in Serie A, ma non c’è niente di più forte di un gruppo unito: se corri e sei cattivo puoi far male anche qui».

IL TEMPO