Stellone: Frosinone, serve la vittoria

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Vincere. Non ci sono altri verbi da utilizzare nella marcia di avvicinamento alla gara tra Frosinone ed Atalanta secondo Roberto Stellone, in una partita che anche se il tecnico romano non lo dice è da dentro o fuori. Più tranquilli sono gli orobici, che non hanno l’assillo di dover uscire dalle sabbie mobili della classifica, ma che come ha detto Reja debbono capire dove andare.

Stellone ed il suo Frosinone invece sono in una situazione di estrema delicatezza: oltre al momento di particolare difficoltà, si deve aggiungere anche una infermeria molto affollata. «Arriviamo a questa gara con tante assenze: Diakité, Crivello, Carlini. Tonev vediamo se convocarlo (alla fine non è stato chiamato, ndc), Kragl ha avuto qualche problema in settimana, Gucher che ha saltato un paio di allenamenti e Rosi che ha un fastidio al ginocchio». Questo il bollettino di guerra declamato in conferenza stampa: tutto diventa più complicato. Il modulo che ha scelto il tecnico è il 4-5-1, con il ritorno di Daniel Ciofani e Mirko Gori. Ballottaggio tra Paganini e Soddimo, Dionisi si disimpegnerà sulla fascia sinistra. La squadra è sì abbattuta, «normale» ha detto l’allenatore, ma oggi darà l’anima per il presidente e per i tifosi.

«Noi ci crediamo e ci dobbiamo credere – ha detto l’allenatore canarino – perché siamo gli stessi che hanno raccolto, dopo la quarta giornata, 14 punti in 10 partite». Poi Stellone ha stilato la sua tabella di marcia: «Dobbiamo fare almeno 7-8 punti nelle prossime sei giornate, se li raccogliamo restiamo attaccati al treno, altrimenti è complicato. Questo è uno dei motivi per cui con l’Atalanta siamo costretti a vincere».

L’allenatore canarino ha parlato del calo, evidente, nella forma della squadra delle ultime partite. «Quando le cose non vanno bene si danno le colpe all’allenatore, al modulo e agli interpreti, però c’è sempre il rovescio della medaglia. Nelle ultime cinque gare abbiamo ottenuto un punto, ma basta una vittoria per svoltare». Per l’obiettivo finale però il Frosinone deve contare anche su qualche passo falso degli altri e questo rende tutto molto più difficile. «Pensiamo però a fare punti noi – ha detto Stellone – con un occhio a quelle che ci stanno davanti. Bastano tre partite in cui fai sei punti e quelle che ci stanno davanti fanno un punto, così recuperi il distacco. Poi se gli altri saranno più bravi dovremo stringere loro la mano». Quella con l’Atalanta Stellone l’ha definita una gara tosta, da affrontare come sono state affrontate quelle con Empoli, Carpi e per 70 minuti con il Verona. «Per loro c’è l’incognita modulo, dobbiamo capirlo subito quando daranno la formazione prima della gara. Hanno qualità fisiche e di gioco, noi dovremo avere più fame».

Problemi di formazione ne ha anche Reja, che chiede rinforzi dopo l’addio di Grassi: «La società ci sta pensando e stiamo cercando una soluzione importante. Al Matusa andremo sul sicuro, ci sarà Migliaccio». Sul Frosinone il tecnico goriziano ha affermato: «In casa è una squadra ostica. Sono aggressivi e tosti, difendono bene e ripartono. In mezzo giocheremo con 3 centrocampisti, penso di fare una scelta di uomini che possano passare liberamente dal 3-5-2 al 4-3-3 in un attimo».

IL TEMPO