Stato-mafia, Napolitano depone al Colle

GIORGIO NAPOLITANO 3

Saranno tutti senza toga, perché così la Corte d’Assise di Palermo ha chiesto ai difensori di imputati e parti civili. E si svolgerà nella “Sala del Bronzino”, o “Sala Oscura”, nucleo più antico del Quirinale, quello che non ha affaccio all’esterno e che è impossibile da raggiungere con obiettivi fotografici e telecamere. L’insolita udienza comincerà alle 10 e il capo dello Stato siederà probabilmente davanti ai giudici, nell’angolo più a sinistra, verso i pubblici ministeri. A destra, se il cerimoniale avrà rispettato le geometrie di un’aula di giustizia, ci saranno i difensori degli imputati e più indietro quelli delle parti civili, una quarantina di persone complessivamente: i giudici togati e popolari, la cancelliera, cinque pm e gli avvocati delle 7 parti civili e dei 10 imputati, questi ultimi non ammessi a partecipare direttamente o in videoconferenza. Così come i media ai quali è stata negata la presenza.
Insomma, tutto è pronto per la testimonianza di Giorgio Napolitano nell’ambito del processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia. Il pool dei pm che salirà questa mattina al Colle, nei giorni scorsi, ha ultimato e scritto l’elenco delle domande. Una ventina circa. Il primo a rivolgerle sarà il procuratore aggiunto Vittorio Teresi, mentre il capo dell’ufficio inquirente, Leonardo Agueci, sarà presente, ma non interrogherà il capo dello Stato. L’inizio della deposizione ruoterà attorno ai dubbi e le preoccupazioni che l’ex consigliere giuridico del presidente, Loris D’Ambrosio, gli aveva espresso in una lettera, nel giugno del 2012, un mese circa prima di morire. Dopo sarà probabilmente il pm Nino Di Matteo a cercare di approfondire i fatti accaduti nel 1993 partendo dall’allarme attentati a Napolitano e a Giovanni Spadolini lanciato dal Sismi il 29 luglio di quell’anno. La riservata degli 007 è stata acquisita agli atti del processo: i pm hanno fatto capire che sarà oggetto di domande al presidente perché riguarda il periodo citato nella lettera di D’Ambrosio. A seguire ci sarà il controesame dei legali.

Il Messaggero