Stabilità, via libera della Camera Ora la legge passa al Senato

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Tasi addio, assunzioni nelle forze dell’ordine, la card da 500 euro ai diciottenni. La Camera, dopo una maratona notturna e senza voti di fiducia, ha approvato nella notte il ddl di Stabilità. Ore 3 e 25. I voti a favore sono stati 297, quelli contrari 93, quattro gli astenuti. La manovra esce da Montecitorio con un valore lievitato a oltre 30 miliardi di euro – anche per una serie di «mance» a pioggia – e ricca di novità. Da lunedì tocca al Senato per il semaforo verde definitivo. Soddisfatto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che parla di «un ulteriore passo avanti della politica economica del governo» il cui «fine ultimo» è «la creazione di posti di lavoro di buona qualità, grazie al ritorno a una crescita sostenuta e sostenibile». E che ipotizza che il buon andamento dell’economia aiuterà nel 2016 al calo del debito pubblico. Ottimismo sfoderato anche in tv dal premier Matteo Renzi: «Il prossimo anno il Pil dell’Italia raggiungerà l’1,5%».

Le misure
Il testo ha assunto la sua stesura definitiva, prima dell’ultimo passaggio al Senato previsto prima di Natale. Tra i provvedimenti più rilevanti quelli su sicurezza, cultura, welfare, senza dimenticare casa e Sud. Un peso notevole lo riveste la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia che da sola vale 16,8 miliardi per il 2016, 11,1 per il 2017 e 9,4 nel 2018. Una boccata d’ossigeno per i 19 milioni di famiglie proprietarie di un appartamento arriva dall’abrogazione di Imu e Tasi (abolizione imposta sulla prima casa, sui terreni agricoli e sulle attrezzature «imbullonate»).

I pilastri
Previsti pure sgravi dell’Irap agricola per tutti, l’innalzamento del tetto per l’utilizzo del contante a 3 mila euro e l’applicazione del bonus Irpef del 50% su ristrutturazioni edilizie e del 65% su interventi di miglioramento energetico anche per il 2016. Per affrontare l’emergenza terrorismo e per la cultura, il governo ha stanziato in totale 2 miliardi alzando dal 2,2 al 2,4% il rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo, senza attendere l’ok sulla flessibilità da parte della Commissione europea: le autorità di Bruxelles si pronunceranno in primavera.

Lunedì manovra al Senato
Tra i provvedimenti è stato esteso anche alle forze dell’ordine il bonus degli 80 euro e 150 milioni finanzieranno la lotta al «cyber crime». C’è pure la settima salvaguardia per gli esodati (riforma Fornero). Buone notizie anche per i pensionati: si prevede l’ampliamento della «no tax area» già dal prossimo anno (era prevista nel 2017): per gli over 75 l’esenzione fiscale sale a 8 mila euro. La manovra lunedì tornerà al Senato in terza lettura per essere approvata in via definitiva prima di Natale.

Banche: fondo di solidarietà
Tra le modifiche più rilevanti l’istituzione del fondo di solidarietà per i piccoli obbligazionisti che hanno visto andare in fumo i loro risparmi a causa del salvataggio delle quattro banche (Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria, Carife e CariChieti), le misure per favorire gli investimenti al Sud, il pacchetto sicurezza-cultura che vale 2,6 miliardi e per il quale il governo ha deciso di usare subito il margine di ulteriore flessibilità sul deficit portando l’asticella dal 2,2 al 2,4%. E ancora, le assunzioni di medici e infermieri, la possibilità di pagare con carte di credito e bancomat anche un caffè o il parchimetro delle strisce blu e le novità per il codice della strada (l’autovelox accerterà le violazioni Rc auto e le revisioni).

Boccia: «Non porre fiducia atto di disponibilità»
Approvato il provvedimento, arrivano i commenti. «Non porre la questione di fiducia sulla stabilità è stato faticoso ma, allo stesso tempo, un intelligente atto di disponibilità del governo e della maggioranza verso la difesa di un confronto democratico avvenuto fino in fondo e fino all’ultimo emendamento. Il cammino di quest’ultima legge di stabilità è stato duro e impegnativo ma nessuno può dire di non essere stato ascoltato» dice Francesco Boccia, Pd, presidente della commissione Bilancio della Camera. Polemica Giorgia Meloni, presidente Fdi: «La legge di stabilità del governo Renzi favorisce le grandi lobby, i gruppi di potere, gli amici degli amici e se la prende con la povera gente . L’esempio lampante è l’aver bocciato l’emendamento con il quale Fratelli d’Italia chiedeva di escludere dal calcolo dell’Isee le pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento».

Corriere della Sera