Spagna, il bambino del trolley riabbraccia la sua mamma

Bambino Trolley

Adou Ouattara, il bambino ivoriano di otto anni che una decina di giorni fa è stato scoperto nascosto dentro una minuscola valigia mentre cercava di entrare clandestinamente a Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco, è riuscito finalmente a incontrare la sua mamma, Lucie. Lo racconta l’edizione online del Mundo. Il bambino è stato infatti affidato ai servizi sociali e lunedì la madre, che vive in Spagna, è riuscita a raggiungere Ceuta in barca.

«È stato un incontro molto emotivo – ha spiegato l’avvocato della famiglia al quotidiano madrileno – Il piccolo si è messo a correre verso la donna che ha iniziato a piangere». La donna, così come il padre Alì, ha anche volontariamente lasciato in tribunale del materiale genetico affinché venga effettuata la prova del dna. Tra due o tre settimane, terminata l’analisi del materiale e la raccolta di ulteriori incartamenti, Adou potrà riunirsi a sua madre, che lunedì sera è tornata a Fuerteventura per non lasciare sola un’altra figlia (Lucie e Alì ne hanno altri due, rimasti in Costa d’Avorio). «Ma il Dna non serve, bastava vedere le lacrime», ha aggiunto l’avvocato.

Il padre ancora in custodia

Il padre al momento rimane sotto custodia cautelare, anche se probabilmente, dopo l’analisi del Dna, l’amministrazione locale potrebbe lasciare cadere le accuse. L’uomo è, al momento, accusato di presunto crimine contro i diritti di cittadini stranieri con aggravante del pericolo di morte. Gli inquirenti dubitavano che non sapesse che il bambino sarebbe stato infilato in una valigia, con il rischio di soffocare: credevano, piuttosto, a un traffico di minori. Ma Alì non era al corrente e, alla luce degli ultimi sviluppi, la soluzione del caso del padre, immigrato regolare e residente alle Canarie, pare prossima. «Cercheremo di tirarlo fuori dalla galera in settimana», ha spiegato l’avvocato.

Corriere della Sera