«Sono in campo io. E avremo il 25%»

PALAZZO CHIGI - CONFERENZA STAMPA DOPO L'INCONTRO TRA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E IL PRIMO MINISTRO IRLANDESE, PRESIDENTE DI TURNO DELL'UE

Carico, battagliero, determinato nell’obiettivo di trascinare ancora una volta Forza Italia alla prossima sfida elettorale, quella delle Europee. E allora, davanti a Bruno Vespa nella trasmissione «Porta a Porta», dopo un digiuno televisivo durato oltre un anno, – accolto fuori dagli studi televisivi di Roma da un gruppo di ragazzi del movimento giovanile di Forza Italia con cori e bandiere – Berlusconi lascia da parte accordi e patti con Renzi e attacca a testa bassa. Perché ora – è il ragionamento – è il tempo di raccogliere voti e consensi non quello di lavorare di diplomazia. Così il leader di FI mette sotto accusa Renzi e il Pd, il suo ex delfino Angelino Alfano e Beppe Grillo. Con il quale deve giocare la partita disperata di rimontare lo svantaggio per non finire terzo partito.

E infatti l’obiettivo è quello di arrivare al 25 per cento, giocando tutto sulla sua forza di trascinamento, come ha fatto in altre campagne elettorali. «Ritengo sia già un miracolo che siamo al 20% dopo quanto è successo con me assente dalle televisioni e Renzi, in un week-end presente per 5 ore 40 minuti – esordisce Berlusconi – Poi sommando FI e Ncd saremmo al 28%. Abbiamo solo 35-40 giorni, non pretendo molto, ma se riuscirò nelle poche apparizioni per la par condicio penso che supereremo certamente il 25%». Ma l’ex Cavaliere guarda già alle prossime elezioni politiche. «Siamo pronti ad andare subito al voto – replica subito a una domanda di Bruno Vespa – perché siamo in un momento in cui sono state obliterate tutte le regole democratiche». Voto al quale Berlusconi è deciso a partecipare in prima persona una volta scontata la pena per la condanna Mediaset: «Io penso di arrivare alle prossime elezioni politiche e superare il 36%». E quando gli chiedono perché non si è dimesso per i processi come ha fatto il presidente tedesco Christin Wulff l’ex premier ha quasi una reazione stizzita: «Io non sono come questo signore tedesco. Io sono in politica da vent’anni, ho traguardi precisi che intendo realizzare e ho avuto milioni di voti dagli italiani in questi anni».

Con Renzi Berlusconi abbandona i panni del mediatore del patto del Nazareno e lancia accuse affilate. Arrivando anche a mettere in discussione il programma deciso insieme. «L’accordo era diverso: prima la riforma elettorale e poi la riforma del Senato. È chiaro che andare al voto con l’attuale legge sarebbe difficile, quindi saggezza vorrebbe che si facesse subito la riforma elettorale. Invece ora dicono che si fa a settembre e su questo però dovremo discutere». Ma i tempi anche sulla modifica del Titolo V della Costituzione inevitabilmente si allungheranno: «La riforma del Senato non è votabile prima del 25 maggio – spiega ancora il leader di FI – ed è una cosa non accettata neanche dal Pd». «Noi manteniamo gli impegni – precisa – ma il testo del ddl costituzionale è stato fatto senza consultarci, anzi senza consultare nessuno tanto che non piace nemmeno a una parte del Pd». Quindi, è il ragionamento di Berlusconi, «bisogna confrontarci». «Anche perché – sottolinea – Renzi ha fatto un’Opa sul Pd ma non ha la maggioranza del partito».

Attacco diretto anche sul decreto del governo che distribuisce 80 euro a una platea di 10 milioni di cittadini: «Penso che a me mai sarebbe stata consentita una mancia del genere prima delle elezioni a fini elettorali – replica gelido a una domanda di Bruno Vespa – Non credo che quei soldi possano andare nella direzione di rilanciare i consumi penso che andranno nella direzione del risparmio. Gli 80 euro saranno comunque eliminati dalle tasse sulla casa, che sono triplicate, e dalle tasse sui conti correnti».

Nello scontro elettorale finisce, ovviamente anche Angelino Alfano. «Se ne sono andati perché erano attaccati alle poltrone» attacca duro. «Io un leader con il quid pensavo di averlo in casa – prosegue – E apro le porte. Però non ho mai fatto finora un solo tentativo per ricucire con il Nuovo Centrodestra. Anche se, vedendo i sondaggi, non capisco come Ncd e i partiti alleati possano guardare a un futuro di affermazione». Infine due parentesi, una dedicata a Sandro Bondi – «è un poeta e sognatore. E come tanti, si abbandona a fasi di malinconia… gli voglio bene, sarà sempre vicino a me, gli voglio tanto bene. Ha fatto una riflessione, che è andata oltre quello che doveva fare» – e una sulle voci che vogliono la sua compagna Francesca Pascale incinta: «Non corrisponde al vero». Andrà anche da Santoro, chiede quasi alla fine Vespa. «Può darsi – è la risposta – se mi invita…».

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