Radio Radio e Affaritaliani.it, in collaborazione con Termometro politico lanciano il primo sondaggio web del “dopo Marino”. Quanta fiducia è rimasta nei Pd dopo la cacciata del sindaco? I sentiment dicono che la battaglia sarà tra un’aggregazione di liste civiche e l’M5S. La parola ai romani


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Una liste adella società civile contro il Cinque Stelle. Le prime avvisaglie della campagna elettorale per Roma sembrano già segnare l’epilogo. Salvo rivoluzioni, nella primavera del ’16 la partità sarà a due e con la “vecchia politica” che starà a guardare. Lo prevedono i sondaggi e lo confermano i sentiment: dopo la vicenda Marino il Pd sembra avviato a toccare il fondo della sua presenza a Roma, con una diaspora vero il Cinque Stelle che sembra irrefrenabile, mentre la destra o il centrodestra si dibatte ancora tra Giorgia Meloni e l’ex cavalier Berlusconi, il cui appeal nella Capitale pesa quanto il suo partito.
In questo scenario, Radio Radio e affaritaliani.it, in collaborazione con Termometropolitico, piattaforma web di primissimo ordine nei sondaggi via rete, hanno deciso di dare la parola ai romani per verificare se appunto i sentiment trovano una conferma nella volontà dell’elettorato, oppure si tratta di previsioni degli analisti a rischio di smentita.
Tre le “domande chiave” che web e radio tv pongono ai romani, tra queste quella di definire se effettivamente sarà una sorta di lotta a due: “Molti pronosticano un ballottaggio tra un’aggregazione di liste civiche e il candidato del M5S è d’accordo?”. Quindi la seconda, quella relativa alla scelta del Movimento di Beppe Grillo di affidarsi alla rete per la selezione di un candidato, oppure se tra Di Battista, Lombardi o Raggi c’è già il candidato perfetto. Infine, il “domandone” rivolto a tutti gli elettori-cittadini e relativo alle eventuali responsabilità del Pd nella elezioni e nella caduta di Ignazio Marino e nella conseguente fiducia che rivestono nel Pd. Oltre alla formulazione in stile sondaggio, la fiducia in un partito che attraversa una fase delicatissima e un lungo commissariamento che lo ha portato a far dimettere un sindaco votato con le primarie e sostenuto come l’uomo giusto per cambiare la città. Dunque, si chiede di certificare o meno il fallimento del Partito Democratico a Roma.
Ora alcune considerazioni sul candidato della lista civica. Il più accreditato è Alfio Marchini, sempre che Marino non decida di ripresentarsi. La scelta di Marchini come antagonista è frutto della valutazione politica delle ultime ore, compresa la “benedizione” di Silvio Berlusconi e la fortissima capacità attrattiva che esercita il potenziale candidato nel centrosinistra. In ogni caso Marchini ha già espresso la volontà di non far inserire i simboli dei partiti nella sua lista civica, segnando di fatto e per la prima volta, la possibilità che si vada ad elezioni amministrative con i partiti costretti a fare un passo indietro rispetto alla società civile e non la società civile prestata alla politica come è sempre accaduto. Se così fosse sarebbe una vera rivoluzione nel panorama politico italiano, con un movimento e un raggruppamento civico a contendersi la capitale. Il sondaggio dirà anche questo, se cioè siamo di fronte ad una nuova stagione con meno partiti e più spazio all’organizzazione dal basso.