Soldi ai partiti, via libera sprint del Senato. M5S protesta: «Un furto»

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Approvazione sprint per la legge che sblocca i soldi ai partiti. In un’Aula di Palazzo Madama in cui prendono la parola solo i senatori del M5S si approva, nel giro di sole due ore e venti, il ddl Boccadutri farà arrivare nelle casse dei partiti i finanziamenti degli anni 2013-2014 per un ammontare complessivo di oltre 45 milioni di euro. Il provvedimento è passato con 148 sì,44 no e 17 astenuti. Il testo, presentato alla Camera dall’ex tesoriere di Sel ora nel Pd Sergio Boccadutri, era già stato approvato rapidamente a Montecitorio il 9 settembre scorso con 319 sì e 88 no.

Dopo aver respinto con alzata di mano le questioni pregiudiziali, in sede di discussione generale si iscrive un solo senatore a parlare: Vito Crimi e i circa 200 emendamenti presentati vengono illustrati solo dai 5 stelle. Tutti inesorabilmente respinti. I senatori pentastellati, che poco prima avevano accolto Renzi (al Senato per riferire sul Consiglio Ue di giovedì) con una sorta di carta di credito gigante con la scritta «Boccadutri Card», protestano e attaccano i senatori degli altri partiti che «votano a occhi bassi, si spera vergognandosi di quanto stanno facendo».

«Siete dei venduti!», grida Nicola Morra (M5S), mentre manifesti che immortalano di nuovo la «Boccadutri Card» vengono sventolati nell’emiciclo «inseguiti» dai commessi che tentano di strapparli. «Siete dei ladri», questo «è un furto», urla Paola Taverna (M5S). «Vergognatevi!» è il refrain del Questore Laura Bottici. Il Pd si difende e con Mauro Del Barba punta il dito contro la «demagogia» a 5 stelle che di fatto «sta inscenando una fiction di fango» solo per avere «pubblicità».

Anche Ncd vota a favore, pur essendosi costituita come forza politica dopo l’entrata in vigore della legge sul finanziamento dei partiti. Unico in dissenso è Andrea Augello che teme come ormai sui partiti non si riuscirà più ad esercitare il controllo previsto dalla legge. Lui si astiene, ma al Senato l’astensione vale voto contrario. Analoga la posizione di Francesco Campanella del gruppo «Misto L’Altra Europa con Tsipras» che, annunciando la sua astensione, parla di «bilanci non trasparenti del M5S». Anche Sel si astiene, mentre FI e Pd votano a favore.

Il ddl della «discordia» sblocca i finanziamenti che erano stati «congelati», verso fine luglio, dagli uffici di presidenza di Camera e Senato per l’impossibilità della Commissione (istituita ad hoc dalla legge del governo Letta per vigilare sulla correttezza dei bilanci) di fare tutti i controlli previsti sui bilanci 2013 e 2014. La causa dei mancati controlli: mancanza di personale. Non a caso, il ddl Boccadutri prevede anche un incremento di uomini e mezzi dell’organismo di controllo: 5 esponenti della Corte dei conti e 2 dipendenti da altre amministrazioni pubbliche «esperti nell’attività di controllo contabile» che andranno a coadiuvare i 5 componenti già previsti dalla legge Letta che provengono dai vertici delle tre magistrature: Consiglio di Stato, Cassazione, Corte dei conti.

Il loro mandato durerà 4 anni, saranno rinnovabili una sola volta e non riceveranno alcun compenso. Durante la loro attività presso la Commissione, il personale sarà collocato fuori ruolo e beneficerà dello stesso trattamento economico lordo annuo di cui godeva al momento del nuovo incarico.

Il Messaggero