Slitta il bonus Irpef per le famiglie Tasi al minimo per gli inquilini

IRPEF

ROMA Per ora, c’è solo un impegno di principio ad attuare nel 2015 interventi per la famiglia ed in particolare «per le famiglie monoreddito con almeno due o più figli a carico». Il ministero dell’Economia ha resistito alle richieste del Nuovo centro destra di ampliare fin da quest’anno la platea dei beneficiari del bonus da 80 euro al mese, attraverso l’innalzamento del tetto di reddito per i nuclei numerosi ma con un solo stipendio. Il relativo emendamento è stato quindi derubricato a norma di indirizzo per il futuro, che dovrà essere riempita di contenuti con la prossima legge di stabilità; quella sarà anche l’occasione per potenziare gli sgravi Irap a beneficio delle imprese. La prudenza del Tesoro si spiega con i vincoli di bilancio ricordati appena lunedì dalla commissione europea; ne è consapevole il ministro Padoan, che comunque ieri ha ricordato come il nostro Paese abbia fatto i propri compiti a casa, con manovre correttive per un totale di 67 miliardi tra il 2011 e il 2013. Sciolto il nodo politicamente delicato dell’Irpef, il provvedimento ha ricevuto il via libera delle commissioni Finanze e Bilancio del Senato, per essere poi inviato in aula dove è iniziata la discussione generale.

IL MADE IN ITALY
La versione finale del testo contiene alcune novità interessanti. Un pacchetto di modifiche riguarda il ministero degli Esteri. Oltre ad una serie di limitazioni per le spese di rappresentanza, comprende l’affidamento alla rete delle ambasciate del compito di promuovere il made in Italy e gli interessi culturali ed economici italiani all’estero.
Sempre nel decreto Irpef è stato inserito lo slittamento del termine di pagamento della Tasi nei Comuni che non hanno deliberato in materia di aliquote e detrazioni. Perché il rinvio sia effettivamente operativo dovrebbe però essere necessario anche un decreto legge ad hoc, da far poi scadere. Infatti le modifiche al provvedimento sull’Irpef entreranno in vigore solo quando il percorso di conversione parlamentare sarà completato.L’emendamento approvato ieri prevede comunque che i circa 6.000 Comuni che non hanno deciso entro il 23 maggio, ricevano tramite il ministero degli Interni un anticipo pari al 50 per cento del gettito annuo Tasi stimato all’aliquota di base (1 per mille), prelevato dal fondo di solidarietà comunale. In questo modo potranno fare fronte alle proprie esigenze di cassa: avranno poi tempo fino al 10 settembre per deliberare. In caso di mancato rispetto di questa scadenza, il versamento sarà effettuato in un’unica soluzione entro il 16 dicembre, con l’aliquota di base dell’1 per mille. Mentre nel caso in cui il Comune non decida sulla quota a carico dell’inquilino di un immobile affittato (per legge oscillante tra il 10 e i 30 per cento) sarà applicata la percentuale più bassa.

IL PERCORSO DELLA DELEGA
Ma non sono queste le uniche novità in campo fiscale. L’altro grande cantiere aperto è quello della delega. Ieri in commissione Finanze della Camera il viceministro Casero ha tracciato un calendario di massima per i decreti attuativi che dovranno dare sostanza ai principi enunciati nella legge. Si partirà con la riforma del catasto, che Casero conta di portare a termine in un anno, almeno per quanto riguarda il percorso legislativo (a livello tecnico, per la concreta implementazione della riforma, si parla di tempi più lunghi). Poi toccherà al nuovo fisco per le imprese (che comprende anche la fatturazione elettronica), alla revisione delle accise ed alle semplificazioni. Di quest’ultimo pacchetto fa parte anche l’operazione di invio ai contribuenti delle dichiarazioni precompilate, che da giugno 2015 dovrebbe coinvolgere circa 20 milioni di dipendenti e pensionati.

IL MESSAGGERO