Sla, Ricksen ancora cammina: “Faccio la cura di un medico russo”

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Stefano Borgonovo è morto a 49 anni di Sla, la Sclerosi laterale amiotrofica, malattia neuromuscolare che non perdona e che nel calcio ha un tasso di diffusione superiore alla media. Oggi, sulla prima linea della “Stronza” (così la chiamava Stefano), combatte il 38enne olandese Fernando Ricksen, ex centrocampista di Az Alkmaar, Rangers Glasgow e Zenit San Pietroburgo. Poco più di un anno fa gli hanno diagnosticato il morbo. Lunedì è stato ospite d’onore alle iniziative per l’inaugurazione del campo dedicato a Borgonovo.

VISITA — Ricksen cammina e parla ancora. A fatica, con difficoltà, ma è autonomo: “Faccio la cura che mi ha prescritto un medico russo”, dice. Veronika, la moglie dell’ex calciatore, è russa e aggiunge: “Io non so bene che cosa ci sia dentro quella medicina. Delle vitamine di sicuro. È un liquido e glielo fanno inalare attraverso il naso”. L’argomento è delicato, forte è il rischio di alimentare false speranze tra i malati di Sla e i loro familiari. Nessuno si illuda che il medico di Ricksen abbia trovato l’antidoto alla Sla. Però non si può mai sapere, ragion per cui oggi la professoressa Letizia Mazzini della clinica neurologica dell’ospedale Maggiore di Novara, medico che da anni studia questo male e che ha accumulato un’enorme esperienza in materia, incontrerà Ricksen e la sua signora, visiterà il malato e chiederà dettagli sulla cura. “Riesco a comunicare, mi muovo da solo – dice l’olandese –, mi sento meglio. Non mi arrendo, voglio farcela”. Il suo ottimismo è contagioso e l’essere ancora in piedi rappresenta un punto a suo favore. In questa fase del decorso dovrebbe già essere immobilizzato a letto o in carrozzina, invece muove mani e gambe. È vero che esistono forme più blande e meno aggressive di Sla, a lento sviluppo. Ma perché questo male colpisce di più chi gioca a pallone? Una precisazione: si parla di numeri infinitesimali, nel calcio italiano circa 50 casi su 30mila atleti monitorati. Oggi sappiamo che un cocktail di fattori «calcistici» può accendere la malattia in soggetti geneticamente predisposti: i ripetuti traumi alle gambe: l’abuso di anti-infiammatori per non sentire i dolori, e giocare “sulla botta” e nonostante “la botta”; i pesticidi per i campi in erba.
PETER LIM — La Fondazione Borgonovo ha “arruolato” un personaggio importante, Peter Lim proprietario del Valencia. Lim è un imprenditore di Singapore che sembrava potesse acquistare il Milan (poi ha virato sulla Spagna). “L’ho conosciuto – racconta Chantal Borgonovo, moglie di Stefano e trascinatrice della Fondazione – e ho trovato in lui una disponibilità straordinaria. È stato Lim a fornirci la parte di denaro che la nostra Fondazione doveva versare per contribuire alla costruzione del campo dedicato a Stefano. Non smetterò mai di ringraziarlo e spero che continui a sostenerci”.
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