Siria: l’Isis contrattacca, jihadisti rientrano a Kobane

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I jihadisti dell’Isis, che nei giorni scorsi avevano dovuto arretrare sotto la spinta delle milizie curde, sono passati al contrattacco: con una mossa a sorpresa nella notte hanno sferrato una serie di offensive simultanee contro l’esercito siriano e le stesse milizie.
Gli uomini di Abu Bakr al-Baghdadi sono cosi’ rientrati a Kobane e hanno sottratto al controllo del governo siriano due quartieri della citta’ di Hasaka. L’offensiva a Kobane e’ cominciata in piena notte: alle 4 ora italiana, i miliziani hanno fatto irruzione nella cittadina di Bark Butan, alle porte dell’enclave curdo-siriana, nascondendosi sotto le divise dell’Ypg e dell’Esercito Libero Siriano (Els) Secondo Mehmet Yuksel, esponente del Partito democratico dei popoli (Hdp), formazione politica pro-curda della Turchia, i jihadisti, travestiti da combattenti curdi dell’Ypg, le unita’ di difesa del popolo curdo, “sono entrati con quattro o cinque veicoli e con le bandiere dell’Els, riuscendo ad eludere la sorveglianza dei posti di blocco”. E’ stata una strage di civili nel sonno, ventitre’ – secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani- la gran parte donne e bambini. Poi e’ esplosa almeno un’auto vicino al valico di frontiera di Mursitpinar, che unisce Kobane con la Turchia. I media siriani puntano il dito verso la Turchia, che avrebbe lasciato passare i terroristi: l’attacco sarebbe partito proprio dal confine turco di Mursitpinar. Pronta la reazione dal ministero degli Esteri turco che ha smentito il passaggio di miliziani attraverso il proprio territorio, ricordando che “63 civili feriti sono stati trasportati in Turchia dove hanno ricevuto cure e assistenza”.
Nel corso della notte, gli estremisti hanno anche sferrato un attacco contro i quartieri sotto il controllo del regime nella citta’ di Hasaka, nel nord-est del Paese. Ci sono stati scontri e gli aerei dell’esercito hanno bombardato postazioni estremiste. L’Isis ha fatto esplodere un’auto carica di esplosivo vicino a un posto di blocco delle autorita’ all’entrata occidentale della citta’, che e’ divisa in zone controllata dal governo di Damasco, circa il 40%, e aree, le rimanenti, sotto l’amministrazione curda.
L’attacco a Kobane rappresenta la prima controffensiva jihadista, dopo che i curdi hanno assunto pieno controllo di piu’ di 400 km del confine turco-siriano; e segue due settimane in cui i curdi sono avanzati sensibilmente nel territorio siriano in mano al gruppo estremista, arrivando a una cinquantina di chilometri da Raqqa, la cosiddetta capitale del ‘califfato’. Ma i jihadisti usano proprio la tecnica di avanzare altrove, quando perdono terreno: l’obiettivo adesso e’ distogliere i curdi da Raqqa.

AGI