Sinai, Cnn: «Al 99% aereo abbattuto da una bomba». Ma l’Egitto smentisce

SINAI

«Ipotesi bomba al 90%». Non sembrerebbero avere dubbi gli inquirenti egiziani che stanno indagando sullo schianto dell’aereo russo precipitato lo scorso 31 ottobre in Sinai con 224 persone a bordo. Una fonte della commissione di inchiesta egiziana avrebbe infatti rivelato in esclusiva alla Reuters che il «rumore registrato dalle scatole nere dell’Airbus è l’esplosione di una bomba e che gli investigatori ne sono convinti al 90%».

Sulla stessa linea anche fonti ufficiali americane che alla Cnn affermano addirittura di esserne certi al 99,9%. Indiscrezioni però smentite dal Cairo. A far propendere sempre di più sulla pista dell’attentato, anche le rivelazioni dei servizi di intelligence britannica che indicherebbero nella figura di Abu Osama al Masri, leader di Ansar Beit al Maqdes, gruppo che ha giurato fedeltà al Califfo, il regista dell’ipotetico attacco contro l’aereo. Gli 007 avrebbero riconosciuto la sua voce nella prima rivendicazione sul web fatta dai jihadisti. Fra gli altri ‘indizì raccolti dall’intelligence anche le conversazioni intercettate in cui voci con accento chiaramente inglese celebrano la morte dei passeggeri dell’aereo russo, poco dopo la strage.

Ma l’Egitto punta i piedi e chiede che si attendino i risultati finali del team. «L’informazione è falsa – ha affermato il ministero dell’Aviazione civile egiziana -. La Commissione di inchiesta sullo schianto dell’aereo russo non presterà attenzione alle notizie circolate dalle agenzie di stampa occidentale che cercano di nuocere all’Egitto». Ieri il capo della Commissione egiziana aveva parlato di un rumore registrato dalle scatole nere, «ancora tutto da definire», aggiungendo però che gli esperti «sono aperti a tutte le ipotesi». E oggi spunta un nuovo video in cui lo Stato Islamico celebra l’abbattimento dell’Airbus per vendicarsi dei raid condotti da Mosca in Siria. La retorica è quella tipica adottata dall’Isis: «grazie a dio i soldati del Califfato hanno abbattuto l’aereo russo nella Provincia del Sinai che trasportava 220 crociati russi che sono tutti morti», recita il jihadista che poi accusa «la macchina da guerra russa» che «ha cominciato un genocidio contro i sunniti del Levante in Siria».

E stando all’Independent on Sunday, che cita un membro dello staff dell’aeroporto di Sharm, il posto di controllo delle telecamere che allo scalo riprendono il personale addetto al carico dei bagagli spesso funziona al 50% e «succede a volte che non ci sia nessuno». Inoltre, secondo la stessa fonte, molte delle telecamere di sorveglianza sono rotte e non vengono riparate.

L’Ap, riferendo la testimonianza di alcuni funzionari della sicurezza dell’aeroporto, rivela addirittura presunti episodi di corruzione tra gli agenti di polizia addetti al controllo dei bagagli ai raggi X. «Non posso dire quante volte ho scoperto una borsa piena di droga o di armi che (gli agenti) hanno lasciato passare per dieci euro o quant’altro». Una realtà che crea allarme: «Se verrà fuori» che l’aereo russo è stato abbattuto dall’Isis «o da qualcuno ispirato dall’Isis», bisognerà «rivedere i livelli di sicurezza» negli scali dei Paesi a rischio: vale a dire quelli «in cui l’Isis è attivo», ha dichiarato il ministro degli Esteri Gb, Philip Hammond, ammettendo che questo comporterà costi aggiuntivi e perdite di tempo per i passeggeri.

Ma le indiscrezioni sulle falle nella sicurezza contrastano con quanto assicurato dal capo dei servizi di sicurezza degli aeroporti egiziani secondo il quale i controlli sono serrati e «la possibilità che un oggetto non identificato possa essere introdotto in un aereo è pari a zero».

Intanto continua il rientro dei passeggeri dallo scalo, mentre all’aeroporto sul Mar Rosso è atteso un team di esperti italiani che dovrà esaminare e completare le misure di sicurezza adottate per i vettori italiani. Sorridenti, rilassati per nulla infastiditi dai controlli di sicurezza a cui si sono dovuti sottoporre prima della partenza da Sharm sono apparsi a Fiumicino i turisti italiani rientrati nella notte con un volo Blue Panorama.

Il Messaggero