Simeone spaventa la Juve: “Per noi è come una finale”

SIMEONE

Con il ‘Cholo’ tutto è possibile. I giocatori dell’Atletico, ieri Juanfran e oggi Godin, sottolineano i benefici dell’effetto Simeone. Che sabato è tornato in panchina dopo 6 partite di squalifica e col suo elettrico entusiasmo ha trascinato con se squadra e stadio. Domani l’argentino debutterà in questa Champions, e la speranza di chi vive la vita in biancorosso è che il ritorno del ‘Cholo’ possa servire a rianimare una squadra che dopo la caduta con l’Olympiakos ha assoluto bisogno di battere la Juventus.

RISPETTO PER LA JUVE — “Squadra complicata, club che per tradizione, modo di essere e di lavorare incute grande rispetto – ha detto Simeone -. Tatticamente non mi aspetto una Juve chiusa e pronta a ripartire perché questa non è una squadra che fa contropiede. Piuttosto ti pressa altissimo per recuperare la palla e darla rapidamente a Tevez e Llorente, due che si trovano bene vicino all’area”.

DUBBIO CERCI — Simeone ha risposto a due domande su Alessio Cerci ma non ha dissipato i dubbi sulla presenza o meno dell’ex Torino nei 18 convocati. Molto dipenderà dalla presenza di Gabi: il capitano anche oggi non si è allenato, “Domani lo proveremo e decideremo”. Se Gabi non ce la fa Cerci va in panchina, altrimenti è dura, rischia di star fuori come già contro il Siviglia. Senza Gabi da individuare anche il compagno in mezzo al campo di Tiago, mentre nessun dubbio in porta: gioca Moyá, titolare in Liga e sostituito da Oblak nel debutto ateniese di Champions.

TUTTE FINALI — Qui a Madrid si gira molto intorno allo stucchevole concetto della partita come finale, anche se siamo ancora in settembre. Stiamo con Simeone: “Si, è una finale come lo era sabato la partita col Siviglia e come lo sarà sabato prossimo quella con il Valencia e poi con l’Espanyol”.

LA BATTUTA — Dicono a Godin che è stato l’ultimo a far gol a Buffon, al Mondiale brasiliano, per sottolineare la solidità difensiva della Juve di allegri: “Beh, se sono stato l’ultimo a segnargli sarà lui a doversi preoccupare”.
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