Silvio riparte da Vespa e pensa a Santoro

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Operazione 5 punti. Starà tuttto nella capacità di Silvio Berlusconi di compiere l’ennesimo miracolo elettorale il destino di Forza Italia. Il discrimine tra il successo è la sconfitta è quota 20%, ma c’è anche chi ritiene che le capacità persuasive dell’ex premier possano rialzare il partito fino al 23%, giusto quei 4-5 punti in più rispetto a quanto i sondaggi accreditano oggi l’ex Pdl. Sarà solo in quel caso che il partito eviterà l’implosione e la fuga dei parlamentari. Anche se c’è una componente, quella democristiana rappresentata da Gianfranco Rotondi, che medita di lasciare Berlusconi comunque vadano le cose. Gli altri, gli «indecisi», sono dati in avvicinamento a Ncd e alla Meloni, anche se da Fdi-An preferiscono smentire: «Prima delle Europee non si muoverà una foglia – spiega un parlamentare – e dopo non accetteremo nessuno: è questo l’ora della battaglia».

L’obiettivo di Berlusconi è rialzare il partito e, contestualmente, lasciare poco spazio agli alleati di centrodestra, in primis proprio gli alfaniani. Una strategia che funzionò già un anno fa, quando il ritorno dell’ex premier nell’agone politico condannò all’irrilevanza il centro di Monti, Fini e Casini. Per farlo, Berlusconi ha deciso di ripercorrere le medesime tappe, con una vera e propria invasione televisiva nelle prossime settimane, che troverà l’apice negli ultimi 15 giorni di campagna elettorale. Si comincia domani nel salotto «amico» di Porta a Porta , cui dovrebbero seguire una serie di interviste sui telegiornali Mediaset. Ma Berlusconi non esclude di fare una puntatina anche in territori apertamente ostili come quel Servizio Pubblico di Santoro da cui partì ufficialmente la rimonta nel 2013.

Intanto il Cav (che rientrerà stasera a Roma e in mattinata potrebbe firmare l’accettazione dei servizi sociali, che a questo punto comincerebbero il 28) ha ordinato ai suoi di intensificare gli attacchi al governo (Toti, intervistato al Tg1, si è scagliato contro la «sinistra delle tasse incapace di licenziare una legge sul lavoro che favorisca le assunzioni») e ha lasciato che siano gli altri a fare il «lavoro sporco» contro la magistratura. Compresa la figlia Barbara, che in un’intervista all’edizione spagnola diVanity Fair ha parlato di «momento di grande dolore per tutta la famiglia». «Non ci sentiamo sicuri in Italia – ha detto – nostro padre è perseguitato da una giustizia faziosa. Tutto quello che ha passato è proprio dell’Inquisizione. Dal punto di vista giuridico siamo tornati al Medioevo, quando si giudicava una persona per come si comportava a casa sua». Barbara, inoltre, ha dato un piccolo dispiacere a Francesca Pascale: «È improbabile che mio padre abbia voglia di sposarsi di nuovo».

IL TEMPO