Silvio alza il tiro: «Anche Ecofin nel complotto»

BERLUSCONI

Non far finire il «caso-Geithner» nel dimenticatoio. È questo l’ordine impartito da Silvio Berlusconi ai suoi in quest’ultimo rush di campagna elettorale per le Europee. Con alcune differenze: se i parlamentari hanno mano libera nell’attaccare liberamente anche Giorgio Napolitano, l’ex premier si limita gioco forza a denunciare genericamente il «complotto» per non scivolare in attacchi istituzionali che metterebbero a rischio il suo affido in prova ai servizi sociali. Nonostante lui sia al primo a ritenere il Quirinale uno degli attori principali della «congiura» che, nel 2011, lo costrinse a lasciare Palazzo Chigi.

Sui «complici», invece, Berlusconi parla, eccome. E ieri, ospite di Telecamere per una puntata che andrà in onda oggi, il leader di Forza Italia ha alzato il tiro parlando direttamente dell’Ecofin. In realtà l’ex premier ha citato «anche il presidente dell’Ecofin», scivolando probabilmente in un lapsus dato che l’organo che riunisce tutti i ministri «finanziari» dei Paesi dell’area euro non ha un presidente. Anche se si potrebbe ipotizzare che l’ex Cavaliere intendesse indicare il presidente dell’organo cui l’Ecofin fa riferimento. Quindi in Consiglio Europeo. Quindi Herman Van Rompuy.

In ogni caso, per chiarire le responsabilità di quello che Berlusconi definisce «il terzo dei quattro colpi di Stato avvenuti in Italia in vent’anni», è tornato a chiedere l’istituzione di una Commissione d’inchiesta anche se ha ammesso di non aspettarsi niente «da questo Parlamento e da questo Presidente della Repubblica». E proprio ha Napolitano ha risposto quando ha detto che le sue dimissioni, nel 2011, furono sì «responsabili» ma per niente «libere». Più pressanti nei confronti del Colle, come detto, sono stati gli altri esponenti del partito. Giovanni Toti, capolista nella circoscrizione Nord-Ovest, ha spiegato che «il Capo dello Stato non può cavarsela con una nota». «Io non so quale ruolo abbia avuto Napolitano – ha detto – e non voglio sbilanciarmi. Certamente, essendo garante della Costituzione, qualche mancanza c’è stata, quanto meno in omesso controllo. Se mette la testa nella sabbia diventa complice qualora non lo fosse». Il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, invece, ha reclamato «l’urgenza di un approfondimento politico e istituzionale» e ha chiesto una «moral suasion» del Quirinale «perché si faccia tempestivamente e inequivocabilmente chiarezza sugli allarmanti fatti venuti alla luce».

L’offensiva serve anche a dirottare l’attenzione dai vari fatti giudiziari che negli ultimi giorni hanno lambito il centrodestra. In particolare, Berlusconi sembra aver abbandonato la regola aurea che aveva contraddistinto la sua vita politica: non scaricare mai gli amici. Con Dell’Utri e Scajola, però, stavolta l’ex premier ha fatto il contrario: «Scajola ha sbagliato» ha detto, e lo ha accomunato a Dell’Utri quando ha affermato che «da tempo sono fuori dalla vita del partito». Sulle vicende dell’Expo, inoltre, ha negato il coinvolgimento di Forza Italia mentre ha liquidato i biglietti ricevuti da Frigerio come «pensieri sulla situazione economica mondiale, europea e italiana. Tanto è vero che li abbiamo rintracciati nei nostri archivi e questa mattina (ieri, ndr) il mio legale è andato a consegnarli tutti alla Procura».

Oggi, intanto, il leader di Forza Italia sarà a Cesano Boscone per il secondo appuntamento con i servizi sociali. Stavolta l’intera area del centro «La sacra famiglia» sarà interdetto a giornalisti e curiosi. Anche se Silvio Berlusconi non ha rinunciato a sfruttare politicamente la pena comminatagli: «Quasi, quasi mi verrebbe da dire grazie ai giudici» ha detto, «perché andare lì significa fare del bene e mia madre mi ha sempre insegnato che la cosa più importante è fare del bene agli altri». E parlando del suo rapporto con la sofferenza l’ex Cavaliere ha ricordato il cancro superato alcuni anni fa: «Quell’esperienza mi ha molto fortificato, ho imparato a non avere paura di nulla».

IL TEMPO