Silverstone, re Hamilton. Rosberg stop, Alonso 6°

Austria F1 GP Auto Racing

La paura per Kimi Raikkonen, poi il solito dominio Mercedes. Il GP di Gran Bretagna sarà ricordato per l’incidente del primo giro del ferrarista (per fortuna il finlandese non ha riportato danni gravi, solo escoriazioni e una botta alla caviglia sinistra) e per il trionfo di Lewis Hamilton, importante in chiave iridata perché oggi è arrivato il primo ritiro stagionale di Nico Rosberg, appiedato dal cambio mentre era in testa. Sul podio anche la Wiliams di Bottas, 2°, e la Red Bull di Ricciardo, 3°. Poi Button, Vettel e la Ferrari di Alonso, autore di una gara da gladiatore.

PAURA — L’incidente, si diceva (della dinamica ne riferiamo a parte). Raikkonen ha “trascinato” fuori gara, ovviamente senza volerlo, il povero Felipe Massa. Il brasiliano, al 200° GP, ha solo potuto festeggiare di essere uscito indenne da una brutta situazione. Felipe ha sbandato per evitare la Ferrari impazzita e nello sbandare per evitarla non ha comunque potuto evitare la ruota posteriore del finlandese. E così il suo GP con ricorrenza è finito subito.

MAGICO DUELLO — E’ stato anche il GP della penalità a Fernando Alonso, prima non vista e poi investigata al 7° giro, quando lo spagnolo era riuscito a risalire al 7° posto dopo due favolosi sorpassi all’esterno ai danni di Ricciardo e Hulkenberg. Al 13° giro il ferrarista ha rimediato la penalità di 5 secondi al pit stop, un intoppo che ha un po’ macchiato una gara di per sé notevole. Fernando ha guidato da leone, si è liberato prima della penalità anche della McLaren di Magnussen, braccando poi quella di Button. Al 26° giro il pit stop dopo il quale è iniziato lo spettacolo, avviato dal sorpasso a Vettel al 34° giro. ‘Seb’ non ha accettato e ha attaccato più volte la Ferrari, Alonso gli ha chiuso la porta più volte per la gioia del pubblico, affamato di duelli. “L’ho evitato per poco!” “Non mi ha lasciato spazio!”, i nervosi team radio di Vettel. Al 48° giro l’apoteosi con Alonso che risponde a Seb che però tiene duro e in trazione esce meglio dalla Luffield e affianca la Ferrari. Meraviglioso ruota a ruota alla Woodcote e Vettel alla fine piega la resistenza dello spagnolo in staccata. Tutto spaventosamente emozionante: 14 giri di pura adrenalina.

SUPERIORITA’ — Ritiro di Rosberg, a parte, comunque, la superiorità della Mercedes è stata nettissima. Le Frecce d’argento hanno dominato da subito con Nico, bravo allo start dalla pole, e Hamilton in rimonta dalla terza fila fino alla vittoria. L’inglese ha passato rapidamente Vettel (a colpi di ruotate) e poi la McLaren di Button. Viaggiando comunque su un mezzo nettamente superiore. Al 17° giro, tanto per dire, le Mercedes avevano accumulato sulla Williams di Bottas, terza in quel momento, la bellezza di 30 secondi.
MOMENTI CLOU — I due episodi cruciali della gara al 24° giro e al 29° giro. Al pit stop di Hamilton i meccanici hanno impiegato 1”3 in più di quanto hanno impiegato per Rosberg. Pit radio di Lewis indicativo: “Ragazzi tutto ok, la prossima volta però facciamo meglio…”. Nemmeno il tempo di pensare al ‘complotto’ tedesco ai danni di Lewis, che la Mercedes di Nico si ammutolisce, probabilmente per un problema al cambio. Via libera per Hamilton che ha così condotto la gara fino al traguardo, una bandiera a scacchi che riapre tutti i discorsi iridati. E tra due settimane si corre in Germania.
PIRELLI OK — Un GP vittorioso anche per la Pirelli, che l’hanno scorso proprio qui vide sbriciolarsi diversi pneumatici tra mille polemiche: quest’anno è andata decisamente meglio. Sette piloti dei primi 10 hanno percorso l’intero GP con un solo pit stop. E tra loro Ricciardo, giunto sul podio, ha addirittura completato 37 giri con le gomme medie. Su una delle piste più esigenti del Mondiale è stato quasi un trionfo.
GAZZETTA DELLO SPORT