Si è uccisa Brittany la 29enne con il cancro ha commosso il mondo

Brittany

Eutanasia e social network. Il “cocktail” offerto al mondo da Brittany Maynard ha stordito tutti: sostenitori della “dolce morte” e sostenitori della “morte amara”. Il partito di chi rende omaggio alla scelta della giovane californiana contro il partito di chi tifa per andarsene solo all’ultimo respiro imposto dalla natura. Perché comunque la si pensi è una storia dolorosa. Una staffetta del dolore che dal corpo devastato di Brittany finisce nelle nostre mani.
DECISIONE ANNUNCIATA
Ieri si è saputo che la ventinovenne californiana di San Francisco malata di un tumore al cervello particolarmente aggressivo ha rispettato la sua decisione. Come annunciato sui social network all’inizio di ottobre, il primo novembre Brittany Maynard ha deciso di staccare la spina della sua vita. Lo ha fatto nella casa che aveva affittato sei mesi fa a Portland in Oregon – in California non è consentita – lo stato americano dove l’eutanasia è stata introdotta nel 1997 e dove la sua applicazione è la più vasta possibile, perfino a chi è depresso.
ULTIMI MESSAGGI
Il 31 ottobre, la donna ha festeggiato il compleanno del marito, circondata dagli affetti più cari. «Mentre sto scrivendo (su Facebook n.d.r.) intorno al mio letto ho tanta gente che mi sostiene. Addio mondo», è stato il suo ultimo saluto nel quale ha anche voluto dire che «sono le persone che si fermano ad apprezzare la vita e che dicono grazie a essere le più felici. Se cambiamo i nostri pensieri, cambiamo il nostro mondo! Amore e pace a tutti voi. E ancora: «esprimo profondo ringraziamento a tutti i miei belli, intelligenti, meravigliosi, generosi amici, che ho ricercato come l’acqua durante la mia vita e la mia malattia per l’intuizione, il sostegno e l’esperienza condivisa di una bella vita».
In messaggi inviati nei giorni scorsi, Brittany aveva detto di sperare «che la mia famiglia sia orgogliosa di me» e in quello in cui aveva annunciato la data della sua morte aveva detto «addio a tutti i miei cari amici e alla mia famiglia che amo. Ho scelto di morire con dignità, di fronte alla mia malattia terminale, un terribile tumore al cervello che mi ha preso così tanto e che mi avrebbe preso ancora molto di più. Il mondo è un posto bellissimo, il viaggio è stato il mio più grande maestro». Parole che avevano catturato sul web l’attenzione di milioni e milioni di persone riaccendendo il dibattito tra sostenitori e detrattori dell’eutanasia. Riportando a galla, in Italia, le vicende drammatiche di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby. Casi che resteranno sempre aperti, che nessun dibattito potrà mai archiviare. E lo stesso accadrà per la fine di Brittany, alla cui decisione è stata dedicata una campagna intitolata “Morire con dignità”.
LE REAZIONI
In Italia per i due “schieramenti” abbiamo scelto le parole dell’oncologo Umberto Veronesi e di monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, riportate dall’agenzia AdnKronos. La scelta di Brittany è «una grande lezione di civiltà per il mondo occidentale che si dichiara paladino dei diritti umani, ma nella maggior parte dei Paesi non rispetta quello alla base di tutti gli altri: il diritto all’autodeterminazione» ha detto Veronesi, aggiungendo che «l’esempio di Brittany è addirittura encomiabile, perché ha fatto del suo suicidio un’occasione per una campagna di sensibilizzazione etica sui diritti di fine vita».
Di «profonda tristezza e grande sconfitta per tutti» parla invece monsignor Paglia che dice ancora. «È chiaro che il dolore fa paura a tutti e tutti, come è giusto, desideriamo in ogni modo allontanarlo, combatterlo e sconfiggerlo. Ma sappiamo anche che nessuna goccia del nostro dolore e della sofferenza va perduta. Siamo davanti a un gesto disperato, che chiede a tutti di riflettere sul grande mistero della morte e della vita». Brittany anche ci ha riflettuto optando per la sua interpretazione della dignità ma lasciando inevitabilmente aperto il «grande mistero» che neanche una “morte amara” è però in grado di sciogliere.

Il Messaggero