Si allungano i tempi della prescrizione E Berlusconi tratta

BERLUSCONI

ROMA L’espressione più azzeccata l’ha coniata ieri pomeriggio Gaetano Quagliariello, coordinatore Ncd: al consiglio dei ministri di oggi pomeriggio sarà approvato «un pacchetto e mezzo». Tutto l’intervento sul civile, come hanno ribadito in questi giorni i tweet del premier, e sul penale solo la parte che prevede la ”rimodulazione”, ovvero l’allungamento, della prescrizione. Con l’aggiunta di una norma transitoria: per i procedimenti in corso, la nuova tempistica sarà applicata solo alle condanne succesive all’entrata in vigore della legge. Ieri sera era ancora in atto una ulteriore mediazione, per regolare differentemente il conto alla rovescia a secondo della tipologia di reati. Non è detto che vada a buon fine, ma in ogni caso l’accordo è considerato un ottimo risultato da Ncd e anche Forza Italia lo guarda con interesse. Molto. Pare che Berlusconi ieri sera abbia detto che farà «di tutto per dire più sì possibili».
INTERVENTO SUGLI ASCOLTI
La tregua siglata dal viceministro Enrico Costa e dal guardasigilli Orlando (in contatto costante con Renzi) è piuttosto articolata. Sulle intercettazioni saranno annunciate solo le linee generali, ma l’intervento sarà affidato ad una legge delega e dopo la giornata con la stampa in preparazione a settembre. Rimandate pure, e qui sta la novità, le modifiche che dovevano rafforzare i poteri di indagine sulla criminalità economica e che avrebbero garantito ai pm la possibilità di intercettare i colletti bianchi così come si fa per gli indagati per mafia (ovvero sulla base di indizi ”sufficienti” e non ”gravi”, con la possibilità di ascolti preventivi e anche nei luoghi in cui non si sta svolgendo il reato). Questa parte per il momento viene rinviata, sebbene da via Arenula facciano notare che il testo dovrebbe rimanere lo stesso anche nella delega. Rimandati, non è chiaro se con un’altra delega, pure i cosiddetti filtri per i ricorsi in Appello e in Cassazione che piacevano pochissimo a Ncd e Forza Italia. 
FASCE SULLA PRESCRIZIONE
Sul penale restano gli interventi sulla prescrizione, quelli che bloccano il conto alla rovescia per due anni dopo la sentenza di primo grado e per un anno dopo l’appello anche se gli alfaniani hanno insistito per inserire una norma transitoria sui processi in corso. Il testo è oggetto di un ulteriore tentativo di mediazione: Ncd propone che il blocco di due anni resti solo per i reati più gravi, mentre per quelli meno gravi sarebbe di uno per l’appello e di sei mesi per la Cassazione e scenderebbe ulteriormente per i reati contravvenzionali. Il guardasigilli ieri sera non era del tutto convinto come non lo era il Partito democratico.
Proprio ai suoi del Pd Orlando ha fatto appello ieri mattina perché prendessero posizione sulla necessità di mandare al consiglio di oggi sia il civile sia il penale, lasciando fuori le intercettazioni. «La priorità è senza dubbio il processo civile, con misure decise di riduzione dell’arretrato e velocizzazione dei giudizi in quanto variabili strettamente legate al rilancio dell’economia e alla vita quotidiana dei cittadini, ma l’intervento sul civile non preclude interventi altrettanto coraggiosi sul fronte del penale», diceva la nota congiunta di Walter Verini, Giuseppe Lumia e Donatella Ferranti. Scettico Giampiero D’Alia dell’Udc: «Il rischio vero è che la montagna partorisca il topolino».
Per il governo, Renzi in testa, è fondamentale dimostrare che le riforme vanno avanti e che l’agenda viene rispettata. Gli alfaniani, d’altro canto, vogliono dimostrare che la destra al governo ha un peso. Ed è per questo che guardano con preoccupazione all’eventuale sì di Berlusconi. 

IL MESSAGGERO