Shoah, Grillo rilancia: non mi scuso con Comunita’ ebraica, il loro portavoce e’ stupido

BEPPE GRILLO 4

“Io non volevo fare il sarcastico su quella poesia di Primo Levi. Io volevo rapportarlo ai tempi nostri. Perche’ la Shoah e’ dietro l’angolo, succedono ogni giorno. Abbiamo Shoah da tutte le parti, non dobbiamo abbattere le difese, non ho fatto ironia su nulla”. Beppe Grillo, il giorno dopo, non corregge nulla e, anzi, rilancia. “Se ci si fossilizza sul fatto che io uso la Shoah a scopi elettorali e’ una menzogna che respingo”, controaccusa. E quindi, per essere chiari, “io non chiedo scusa perche’ e’ una vostra interpretazione… Non c’era nessun intento di offendere”.

“Non sono io che mi nascondo dietro certe tragedie, sono loro che lo fanno”, e’ la tesi che il leader M5S squaderna dopo il ‘caso Levi’ di ieri. “Io non chiedo scusa a nessuno – ripete – non ho mancato di rispetto a nessuno. Dovrebbero sostituire quel signore li’, il loro portavoce perche’ la comunicazione e’ importante. La verita’ e’ che quando si toccano i poteri forti vengono fuori le lobby”, e’ il punto di vista del guru M5S.

Dopo la conferenza stampa alla Camera ci si sposta al Senato, dove ci si scontra sulla riforma delle sanzioni contro il voto di scambio. Cori dei 5 Stelle contro i banchi del Pd, Zancda che si inalbera a sentirsi dire “fuori la mafia dalla Stato”, Grasso che avverte di non tollerare “gazzarre e cori da stadio”.
Mentre Beppe segue dalla tribuna del pubblico, incassa l’applauso dei suoi ‘mascherato’ da omaggio alla scolaresca di turno. E sorride.

“I miei sono degli eroi”, certifica Grillo. “Ormai c’e’ un odio tra le fazioni”, e’ la fotografia della situazione vista dal padre del vaffa day.

AGI