«Sgravi Irap a rischio bocciatura Ue»

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Il sigillo finale alla legge di stabilità arriverà con ogni probabilità domani con il voto in aula alla Camera. L’obiettivo del governo è arrivare al via libera prima del delicatissimo consiglio dei ministri del 24 dicembre, quando dovranno essere approvati i decreti attuativi del Jobs act. Dunque non sono ammessi rinvii. Palazzo Chigi è deciso ad arrivare a dama nonostante sul percorso della legge di stabilità, quest’anno più accidentato che mai, siano spuntati ieri una montagna di emendamenti, e soprattutto alcuni dubbi sul testo dei tecnici della Camera. Del resto si capisce dalle parole del premier Renzi qual è l’aria che tira. «Sulla legge di stabilità abbiamo fatto un pò di casini, di cui mi prendo tutta la colpa, ma elogio senatori come il 91enne Zavoli», ha detto il premier a «Che tempo che fa». Pronto a tirare le somme su una manovra che «fa diminuire la pressione fiscale». Ma anche deciso a guardare all’Ue: «Nel 2015 cercheremo di mantenere tutti i nostri impegni Ue e lavoreremo perchè gli investimenti siano sbloccati dal Patto di stabilità, anche levando dal computo i fondi europei».
GLI ULTIMI PALETTI

Intanto, la manovra si preparare all’ultimo passaggio alla Cameranonostante i 130 emendamenti (di cui 80 ammissibili) che accompagnavano il provvedimento approdato ieri in commissione bilancio a Montecitorio e approvato senza modifiche. Del resto, si sa, qualunque ritocco farebbe ritornare il testo al Senato prolungando i lavori anche sin dopo Natale. Un’ipotesi impensabile per il governo.
Sempre ieri però sono arrivati anche nuovi intoppi tecnici, con tanto di dubbi e richieste di chiarimenti arrivati dal Servizio Bilancio di Montecitorio. In un dossier di oltre 100 pagine gli uffici esaminano i profili finanziari delle modifiche. E non tutte, pare, «funzionano» alla perfezione. Certo, a questo punto dell’iter di approvazione i dubbi di Montecitorio non potranno avere effetti sulla stesura finale del testo. Ma questo non vuol dire che non rispunteranno più in là sulla strada del governo.
LE OBIEZIONI

In particolare, il focus dei tecnici è sul credito di imposta Irap per i piccoli imprenditori senza dipendenti. Secondo i tecnici andrebbe valutato se il bonus «possa determinare possibili comportamenti elusivi (lavoro sommerso)». Senza contare il rischio di una procedura di infrazione Ue visto «che il beneficio è limitato a specifiche categorie di contribuenti».
Per le alluvioni in Liguria invece serve verificare «la congruità delle risorse disponibili. Quanto alla cessione della rete elettrica Fs, mancherebbe il dettaglio dei minori esborsi per lo Stato legati alla dismissione. Infine, sulla regolarizzazione per gli operatori dei giochi nel caso di mancata adesione alla regolarizzazione, l’applicazione del nuovo meccanismo tributario implicherebbe procedure di accertamento dall’esito incerto. Con dubbi, quindi, sull’incasso «del maggior gettito stimato (210 milioni all’anno). Ma le obiezioni riguardano anche il fondo da cui attingere parte dei 535 milioni da dare alle Poste, in attuazione di una sentenza Ue. Quel fondo, secondo gli uffici, è quasi vuoto.
Ieri intanto la seduta in commissione Bilancio non ha risparmiato note di colore. I Cinque Stelle hanno filmato e trasmesso su youtube la diretta dei lavori, all’insaputa delle altre forze politiche. E oltre alle critiche delle opposizioni contro la manovra ha preso posizione anche lo storico dissidente Pd, Pippo Civati. Secondo indiscrezioni questa volta il governo sarebbe intenzionato a non porre la fiducia sul testo alla Camera. Nella speranza che non si ripeta il caos di Palazzo Madama.

Il Messaggero