Settantacinque milioni; i problemi di Papa Francesco

PAPA

Sono settantacinque milioni i giovani senza lavoro ed esclusi da una società che tende ad emarginarli che preoccupano Papa Francesco.
E’ il senso dell’incontro tenuto con i partecipanti al capitolo generale della società salesiana di san Giovanni Bosco, ricevuti ieri mattina in udienza nella Sala Clementina.
Rispondendo al saluto del nuovo rettore Ángel Fernández Artime, il Pontefice si è soffermato sull’eredità lasciata da don Bosco, un’eredità di attenzione verso i giovani. Dopo aver evidenziato l’importanza della riflessione sulla “Testimonianza, ha ricordato la grandezza della missione affidata ai salesiani, che lavorano quotidianamente con i giovani.

E proprio durante lo svolgimento di questo servizio, che essi incontrano quel “mondo dell’esclusione giovanile” che il Papa ha indicato come sfida su cui lavorare. La realtà della disoccupazione, le sue conseguenze, le molteplici dipendenze, derivano secondo Papa Francesco, essenzialmente dalla mancanza di “amore vero”. Andare incontro ai giovani emarginati “richiede coraggio, maturità umana e molta preghiera”; per questo, è necessario destinare a questo lavoro “i migliori”.

Ci potrebbe essere il rischio di lasciarsi prendere dall’entusiasmo, ed inviare persone di buona volontà, non adatte però a fronteggiare la gravità della situazione, perciò è necessario un attento lavoro di scelta delle forze da destinare, affinchè siano “i migliori” a farlo. Il Papa ha raccomandato infine, di tenere nella mente e nel cuore, uno stile di vita austero, di vicinanza ai poveri e di trasparenza nella gestione dei beni.

Giuseppe Voci