Serie A – Roma, un ultimo tabù da sfatare: Cagliari

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Nel calcio, è risaputo, cabala e scaramanzia hanno il loro peso. Ogni squadra al mondo, a qualsiasi livello, ha il suo campo stregato o la proverbiale bestia nera. La storia del calcio è piena: dal Maracanazo, alla Fatal Verona al detto Clamoroso al Cibali: quanto è stato scritto in merito a questi aneddoti! La Roma che procede a vele spiegate verso la qualificazione diretta in Champions e nutre ancora ambizioni tricolori si appresta ad affrontare il suo spauracchio più grande: il Cagliari dell’ex dal dente avvelenatissimo Daniele Conti, per giunta sullo stregato campo del Sant’Elia. Come vedremo, eccezion fatta per la vittoria a tavolino dello scorso anno in seguito all’annosa vicenda di Is Arenas, la Roma ha rimediato quasi esclusivamente figuracce epocali negli ultimi 19 (!) anni.

UNA VITTORIA LONTANISSIMA – Proprio così, l’ultima vittoria (sul campo) della Roma a Cagliari risale al lontano 29 ottobre 1995: era la Roma di Carletto Mazzone che metteva nei guai il Cagliari Giovanni Trapattoni, partito con ambizioni europee ma presto scontratosi con una crisi pressoché irreversibile. Fu il grande ex Daniel Fonseca a risolvere la contesa con un punizione pennellata e un pallonetto disegnato con quel suo magico sinistro, con gentile concessione di Valerio Fiori, autore di un colossale svarione. Da lì in poi il buio. Carlos Bianchi ci lasciò le penne – sportivamente parlando – e, condannato dalle prodezze degli uruguaiani O’Neill e Dario Silva, rimediò l’infamante esonero; un altro santone della panchina, Zdenek Zeman, fu vittima della maledizione del Sant’Elia con l’abituale e pirotecnico risultato di 4-3 per i padroni casa, perché il lupo perde il pelo…Per gli amanti del calcio vintage citiamo un 4-0 del 9 gennaio 1966 (reti di Rizzo [2], Cappellaro e Gigi Riva), ma questi erano altri tempi.

I ROVESCI DEGLI ULTIMI ANNI – Sposti avanti le lancette dell’orologio e il risultato non cambia: le ultime due gite in terra sarda sono state a dir poco nefaste per i cuori giallorossi. Nove gol subiti nelle ultime due gare e altrettante figure barbine di Ranieri e di Luis Enrique, 5-1 (peggiore passivo di sempre negli scontri diretti con i sardi al pari del già citato 0-4) nella stagione 2010-2011 e 4-2 rimediato da Luis Enrique nella stagione successiva. Prima di questi due scontri diretti si trova un 2-2, con Claudio Ranieri al timone della Roma: bicchiere mezzo pieno? Macché. La Roma conduceva 2-0 fino al 90esimo minuto, prima della rimonta isolana griffata Lopez (attuale allenatore) e Daniele Conti.

DANIELE CONTI CORE DE ROMA? TUTT’ALTRO! – Già, Daniele Conti, il predestinato fuggito da Roma per scrollarsi di dosso l’ingombrante orma paterna e mai più tornato all’ovile. Lui che ha, come impone la famigerata legge dell’ex, la Roma nella ristretta lista delle sue vittime preferite. Cinque gol, alcuni bellissimi, il terribile tackle subito da Burdisso, la rissa con Totti, sempre sotto lo sguardo terrorizzato di papà Bruno: un campionario di episodi che lo vedono immancabile protagonista nella sfida contro il suo passato.

Insomma, se la Roma riuscisse a sfatare un tabù di tale portata, forse dovrebbe davvero iniziare a credere nei miracoli.