Serie A – Roma ottava vittoria e Champions League matematica

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Ottava vittoria consecutiva e Champions League diretta per la stagione che verrà: questi gli ultimi due grandi risultati raggiunti dalla seconda corazzata del campionato, la Roma di Rudi Garcia, che se non fosse per la Juventus sarebbe di diritto una formazione “da scudetto”. E invece i giallorossi si devono “accontentare” di 82 punti in classifica (record eguagliato), frutto della 10a vittoria esterna stagionale (nuovo primato), la 24 totale, raggiunta al Franchi di Firenze grazie alla zampata di Nainggolan al 26’. Vincenzo Montella (e gli altri ex Pizarro e Aquilani) si deve arrendere di fronte alla solita Roma rapace e quadrata disegnata da Garcia, l’unico a non arrendersi ancora alla supremazia della Juventus, spinta ancora una volta a non poter sbagliare mai, vista la marcia inesorabile della sua Roma. “Finché la matematica non ci condanna”, si dice giustamente. Grazie alla Roma, almeno per un altro paio di settimane, abbiamo un campionato. E non è poco di questi tempi…

LA CRONACA DELLA PARTITA 

Avvio subito veemente da parte della Roma, che prova ad alzare il ritmo e la pressione sulla difesa viola: il primo tiro di Totti si perde alto, mentre su Ljajic è bravo Neto in due tempi. La Fiorentina non ci sta e reagisce, soprattutto con un paio di iniziative firmate da Cuadrado: all’8’ il colombiano spedisce a lato con il destro. Sul ribaltamento di campo, la Roma sfiora l’1-0: Ljajic fa tutto bene e serveGervinho, che clamorosamente sbaglia a pochi passi dalla porta viola. La Fiorentina prova a mettere in difficoltà la Roma grazie alla sua velocità ma la Roma è brava a coprire le falle. Al 26’ si sblocca il risultato: bella giocata di Ljajic, che trova Nainggolan a centro area. Il centrocampista giallorosso in scivolata anticipa Neto e porta la Roma in vantaggio. La Fiorentina accusa il colpo, ma reagisce: Cuadrado si dà un gran da fare, ma non trova varchi nella difesa giallorossa, molto chiusa. Al 42’ proteste viola su un presunto mani un area di Totti, su cui l’arbitro Mazzoleni decide di non fischiare. La partita si incattivisce un po’, ma lo 0-1 regge sino agli spogliatoi.

Montella esaurisce la pazienza riservata a Matos e nella ripresa lo sostituisce con lo scalpitante Matri, fresco di gol (su rigore) al Verona. Il neo-entrato sportella e guadagna qualche fallo prezioso, ma la Roma non si disunisce e difende il vantaggio, anche con le cattive (gialli per Castan e Dodò). Il pericolo può arrivare da lontano ma né Pizarro da una parte né Dodò dall’altra sono fortunati nelle rispettive conclusioni. Al 72’ Savic ha sul piede il pallone dell’1-1, ma proprio come Gervinho nel primo tempo (anche la posizione di campo è quella) spara a lato da due metri. Inizia la girandola dei cambi: Montella cerca un grimaldello, Garcia risponde inserendo un po’ di ossigeno, ma la situazione non cambia. Un po’ si sofferenza per De Sanctis nel finale, ma è 0-1 e secondo posto matematico.