Senza sforzo Gervinho e Destro in gol

gervinho

Si era presentato a petto in fuori Rudi Garcia nella conferenza stampa della vigilia («entreremo in Champions direttamente dalla fase a gironi»). Si presenta con il giusto piglio la sua Roma a Verona dove un paio di mesi fa aveva già domato la sorprendente squadra di Mandorlini. Con il tridente «pesante» (Gervinho-Destro-Totti) i giallorossi scardinano la flebile resistenza del Chievo, che colleziona amnesie in serie in difesa e punge poco davanti.

Così la pratica del Bentegodi si chiude in 45 minuti, il tempo di vedere le reti dell’ivoriano, elemento insostituibile di Garcia, e di un Destro che ha una media straordinaria di reti per il minutaggio finora collezionato (8 gol in 768 minuti stagionali in A, in pratica uno a partita). Il messaggio al Napoli è chiaro: per strappare il secondo posto alla Roma dovrà compiere un’impresa anche se avrà più energie da spendere essendo fuori dalle Coppe.
Riavvolgendo il nastro del campionato, un girone fa contro il Chievo la Roma tagliò il traguardo delle 10 vittorie consecutive. Quella squadra ha poi rallentato il passo, rimasto comunque impressionante (64 punti in 28 partite, visto che c’è da recuperare quella con il Parma, che l’anno scorso avrebbero garantito il primato). Ieri è arrivato un successo che tiene i giallorossi avanti nel borsino della seconda piazza. E il ritorno di Totti – in campo un’ora nella quale ha regalato tocchi da accademia – ha rianimato un attacco diventato improvvisamente anemico: tre gol all’Udinese, due ai veneti.

Ecco che Gervinho, con il gentile regalo di Cesar, torna a segnare sullo stesso campo dove due mesi fa aveva iniziato il suo digiuno, mettendo subito in discesa la partita della truppa di Garcia. Il Chievo appare svagato, certamente al di sotto dei suoi standard. Il possesso palla di qualità consente alla Roma di tenere in mano il match e Destro, dopo non aver sfruttato il clamoroso retropassaggio di Dainelli, non perdona sul servizio millimetrico di Taddei (che non sta facendo rimpiangere lo sfortunato Strootman): quinto gol in carriera al Chievo, la squadra alla quale segnò la prima rete al debutto in A con la maglia del Genoa (settembre 2010).
La girandola di cambi e il modulo mutato da Corini non cambia l’esito del match anche se il Chievo tenta con orgoglio una minima reazione, spingendo con più determinazione sulle fasce, ma i soli Obinna e Pellissier impegnano De Sanctis. La Roma controlla, sfiora il terzo gol con Gervinho sui titoli di coda, con Garcia che inizia a pensare al match con il Toro facendo rifiatare Maicon (protagonista nel primo tempo di un battibecco con Benatia, ammonito e squalificato per martedì) e Totti. Perché nella rincorsa al secondo posto, nulla può essere messo al caso.

IL GIORNALE