Senato, rebus dei numeri. FI: noi decisivi

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ROMA E se i ribelli Pd decidessero di sfilarsi e formare un nuovo gruppo in Senato? E se la corda si tendesse fino allo strappo? La politica è l’arte del possibile – disse Otto von Bismarck – non si può escludere nulla. Quel che è sicuro, è che con i 14 dissidenti in rotta di collissione Renzi non avrebbe più i numeri e il ruolo di Forza Italia diventerebbe dunque determinante. Senza nuove intese extralarge il rottamatore potrebbe contare solo su 159 senatori, sotto il quorum fissato a 161. Urge ricucire, insomma. O andare a votare, come qualcuno minaccia o dice bluffando, consapevole che vorrebbe dire rimettere in gioco Grillo dopo la terapia a base di Maalox . 
SOCCORSO AZZURRO
Sempre che non si voglia ricorrere al soccorso azzurro. Soluzione che a Berlusconi non dispiacerebbe: «Forza Italia è strategica, noi decisivi, Matteo non forzi la mano». Tendendo l’elastico a destra la maggioranza arriverebbe a 218, al riparo da qualsiasi blitz. Scenario credibile? L’unico possibile dicono i numeri e sussurrano realisticamente al Nazareno ricordando che l’accordo con FI finora ha tenuto e che presto ci sarà un incontro tra i due leader («non è all’ordine del giorno ma se ci sarà da incontrare lo farò, volentieri e spero che prevalga il buon senso», ha confermato ieri Renzi). 
Ssi diceva dei numeri. Nell’ipotesi scisma i 14 senatoriautosospesi si muoverebbero sullo scacchiere di Palazzo Madama come schegge impazzite. Immmaginare un Melting pot, un amalgama nella diversità con i fuoriusciti Cinque stelle non è del tutto campato in aria.
DEMOCRAZIA DIRETTA
In origine i senatori grillini erano 54. Fedeli alla causa dell’ex comico ligure ne sono rimasti però solo 40, Gli altri se ne sono andati o sono stati cacciati in malo modo dal web . In nessun caso in questo momento si sentono attratti dall’orbita democrat. Adele Gambaro, Paola De Pin e Fabiola Anitori hanno dato vita a Gap. Marino Mastrangeli fa il cane sciolto continuando a votare come se non lo avessero mai espulso. Chi prova a tirare le fila è il siciliano Francesco Campanella che insieme a Lorenzo Battista sta lavorando per formare qualcosa di non meglio identificato. La strada però non è facile. «Uscire dal Misto è molto impegnativo e non tutti se la sentono – conferma la toscana Alessandra Bencini, ancora amareggiata per il trattamento che le è stato riservato dai suoi ex colleghi – in questo momento c’è chi preferisce continuare a lavorare nell’ombra». L’obiettivo di chi preferisce rimanere con le mani libere è votarsi alla «degrillizazione», verificare la possibilità di portare avanti le idee del Movimento ma senza i guru. Fuoriusciti grillini e civatiani dialogano da tempo. E a pensarci bene Tocci e Ricchiuti non sembrano in realtà molto distanti da Campanella, Bocchino e Battista. Storie diverse, interessi comuni. In particolare era spuntato fuori anche un nome: Democrazia diretta. Martedì prossimo è previsto un incontro tra gli ex Cinquestelle. Difficilmente però succederà qualcosa nei prossimi giorni. Sulla carta potrebbe nascere un nuovo gruppo di 23/24 senatori che si collocherebbero alla sinistra del partito democratico, Si potrebbe arrivare a 30 se anche Sel decidesse di lasciare il Misto. Pianeti dispersi in cerca di un cosmo intorno cui orbitare.

IL MESSAGGERO