Seedorf: “Io al Milan finché Berlusconi non cambierà idea”

Clarence Seedorf 1

Bah, non ha la stessa faccia di gennaio, non sorride, strizza solo gli occhi. 

Se chiedi in giro cosa sia successo, come mai un ex di grande spessore chiamato a risvegliare il club più titolato al mondo sia finito in mezzo alla strada, ti senti rispondere: «Chi? quello l’ha voluto il presidente…». Ha messo giù una striscia di quattro vittorie consecutive, due fuori, a Firenze e col Genoa, eppure ti senti dire che il risultato migliore lo ha ottenuto facendo ricompattare Adriano Galliani e Barbara Berlusconi, almeno su questo in pieno accordo: non lo vogliono. Attenzione, Clarence Seedorf forse non sarà il meglio su piazza, ma è persona arguta, ne ha viste abbastanza per avere una sua idea, anche se qualcuno se lo sta cucinando, probabilmente lo stesso che ha messo in giro la chiamata a Vincenzo Montella. E non sarebbe il solo, pare sia stata chiesta la disponibilità anche a Daniele Pradè, il ds viola, ottenendo risposta positiva. Pradè è in scadenza, Montella ha ancora un anno.

Più gioco che tattica, sono io l’antivirus, sembra che tutto sia precipitato dopo la campagna di marzo a Roma e Firenze e quella frase sul gruppo non all’altezza del blasone. Spogliatoio che si è impermalosito piuttosto che dimostrare il contrario, il presidente che lo ha voluto non lo chiama più, e via al massacro. Lei Seedorf, cosa ne pensa? «Sono sicuro di essere l’allenatore del Milan anche il prossimo anno, almeno fino a quando non mi chiamerà il presidente perchè ha cambiato idea. Chiamata che fino ad oggi non mi è arrivata. Ho una linea diretta di comunicazione con la società, quando mi devono dire delle cose, me le dicono. Non ho sentito recentemente il presidente perché ha avuto i suoi problemi personali e lo abbiamo lasciato tranquillo, riprenderemo i contatti la settimana prossima. Ma io non devo rispondere a cose presunte che qualcuno avrebbe detto. Non sono io che devo rispondere della società». Ma lei si aspettava una risposta ufficiale a tutto quanto è uscito in settimana? «Lei ha da farmi domande sulla partita? – ha chiesto Seeeorf-. Io voglio parlare solo della partita. Io vorrei parlare del Livorno. Se avete domande sulla società, chiedete a Galliani che è qui. La squadra pensa all’Europa, non alla mia posizione. Parlo solo della gara».

Diretto. Non si è lasciato andare neppure quando gli hanno girato un hashtag #IoStoConSeedorf, lanciato dai tifosi che si chiedono come sia possibile che un tecnico da 26 punti in 14 giornate sia sulla graticola. Risposta lapidaria: «Chiedetelo ai tifosi perchè l’hanno fatto». Comunque c’era anche il dottor Galliani a Milanello, ha pranzato con Seedorf e poi assistito all’allenamento. È come se al Milan ora si parlasse solo di futuro, nel quale peraltro nessuno è sicuro di esserci: «No, la società non ha alzato le richieste, dobbiamo arrivare in Europa, ci sono ancora due posti e io vorrei salire più in alto possibile – ha fatto sapere Clarence -. Con il Catania non abbiamo giocato bene ma ora faremo meglio». Honda ancora fuori, De Sciglio e Muntari in progresso, c’è un progetto per far rientrare El Shaarawy a breve. «Ma io non posso continuare a rispondere alle cose sulla società», ieri Seedorf.

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