Scuola, si cambia: precari tutti assunti E per gli studenti più inglese e sport

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«Non una riforma, non un adempimento burocratico, non un libro dei sogni». Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha dato con queste parole, il benvenuto al Piano scuola, presentandolo con un video messaggio sul sito internet del governo Passodopopasso. «Un patto semplice e concreto – ha aggiunto il premier – mai più precari, dal 2016 solo concorsi, basta supplenze». E ancora una scuola trasparente, dove la carriera e gli aumenti di stipendio per i docenti seguiranno il merito e non l’anzianità. Dove l’insegnamento toccherà gli strumenti del futuro e la didattica seguirà i criteri internazionali per formare gli studenti. «Perché solo la scuola (e in questo caso la Buona scuola) – ha concluso Renzi – può cambiare un Paese». 
LA CONSULTAZIONE

La rivoluzione annunciata non sarà piramidale, decisa solo dall’esecutivo, perché dal prossimo 15 settembre, per due mesi, il governo raccoglierà tutte le proposte e i suggerimenti da parte di chi la scuola la fa e la vive. Sul piatto, un piano di ben 136 pagine, comunque, dispendioso, soprattutto per il capitolo insegnanti precari: tre miliardi di euro, necessari a stabilizzare quasi 150mila insegnanti il prossimo anno, da reperire attraverso la spending review. Da viale Trastevere, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha garantito l’attuazione della riforma tramite un decreto legge «molto lineare che sarà licenziato, dopo le consultazioni, a inizio 2015». Ma ecco, in concreto, le novità.
VIA LE SUPPLENZE

Uno degli obiettivi principali del governo, è quello di abbattere il precariato. Si parte con l’abolizione delle Gae, le graduatorie a esaurimento e l’immissione in ruolo, a partire da settembre 2015, di 148mila insegnanti precari, di cui 80mila maestri per le scuole d’infanzia e per quelle primarie. Un altro problema da risolvere riguarda la cancellazione delle supplenze. Per far questo il governo attuerà l’organico funzionale di rete: un organico di docenti che permetterà alle scuole di avere una squadra docenti in grado di coprire tutte le esigenze. 
In questo modo, entro settembre del prossimo anno, si potrebbero assumere tra i 100mila e i 150mila docenti precari e/o vincitori di concorso. In più, è previsto un nuovo concorso destinato ad assumere 40mila degli attuali 200mila docenti abilitati, con un rapporto di uno a cinque, tra il 2016 e il 2019.
FORMAZIONE E CARRIERA

Nel futuro gli insegnanti per poter salire in cattedra, dovranno seguire uno specifico e ben delineato percorso universitario. Tre anni di formazione disciplinare, ai quali si aggiungeranno altri due anni di specializzazione per imparare a insegnare e un semestre di tirocinio nelle scuole. Il percorso sarà abilitante e i nuovi concorsi riservati solo a chi ha ottenuto il titolo. Saranno rivisti anche i criteri per gli insegnanti di sostegno, cercando di tarare la loro preparazione sulle differenti disabilità che colpiscono gli studenti. Durante la professione, gli insegnanti, poi saranno obbligati a seguire corsi di aggiornamento. Per far carriera, poi, non basterà aver raggiunto tanti anni d’insegnamento. 
IL MENTOR

Gli scatti stipendiali, d’ora in avanti, seguiranno il merito. Ogni 3 anni, 2 docenti su 3 avranno in busta paga 60 euro netti al mese in più. A fine carriera, gli insegnanti più meritevoli, potranno arrivare a guadagnare fino a 9 mila euro netti in più rispetto al loro stipendio base. Spunta, inoltre, la figura del docente «mentor», colui che, all’interno della scuola, restando in carica per tre anni, con un’indennità di posizione in aggiunta allo stipendio, seguirà la valutazione, coordinerà le attività di formazione degli altri docenti, accompagnerà il percorso professionale dei tirocinanti e aiuterà il dirigente scolastico. 
LA VERA AUTONOMIA

Il terzo capitolo del Piano scuola è riservato alla valutazione dei docenti, alla trasparenza e all’apertura delle scuole e al raggiungimento dell’obiettivo della “burocrazia zero”. Gli istituti, così come il corpo docente nonché gli stessi dirigenti scolastici, saranno soggetti a valutazione costante per il loro operato. Per far questo non servirà aspettare il 2015, giacché già da quest’anno partiranno le valutazioni delle scuole. I dati di questo lavoro saranno pubblicati nella piattaforma Scuola in chiaro 2.0 e serviranno per impostare i piani di miglioramento previsti dal nuovo sistema di valutazione. 
DIRIGENTI-MANAGER

I dirigenti scolastici, diventeranno dei manager in quanto, con l’introduzione del registro dei docenti on-line, potranno scegliere l’insegnante che più si presta al miglioramento di quella scuola. Potrebbe, poi, cambiare l’orario di apertura degli istituti scolastici. In contesti sociali particolarmente difficili, la scuola dovrà diventare un polo d’aggregazione dell’intero quartiere, con attività per tutti: studenti e genitori. Ma autonomia scolastica significa anche più risorse. Obiettivo del governo è quello di destinare maggiori fondi ai Mof.
L’OFFERTA FORMATIVA

Quest’anno saranno 643 i milioni che le scuole riceveranno per il Miglioramento dell’offerta formativa. Meno burocrazia, inoltre, con lo sblocca-scuola e una nuova governance per gli istituti, ripensando la rappresentanza degli studenti e dei genitori attraverso il coinvolgimento di enti locali, associazioni professionali e del terzo settore. 
LE MATERIE

Molte delle materie scolastiche torneranno prepotentemente sui banchi, ma saranno sganciate dal normale orario scolastico. Si tornerà a studiare più musica, storia dell’arte ed educazione fisica con moduli aggiuntivi rispetti agli odierni programmi didattici. Sarà rafforzato, inoltre, l’insegnamento dell’inglese e di altre lingue straniere, già alle elementari e alle scuole medie, attraverso la generalizzazione della metodologia Clil, l’insegnamento di una materia completamente in lingua straniera. 
PIÙ TEMPO PIENO

Per combattere il problema della dispersione scolastica – 146mila i giovani che hanno abbandonato gli studi tra il 2009 e il 2014 – il governo punta ad aumentare il tempo pieno nelle scuole primarie, soprattutto in quelle regioni in cui il tasso di dispersione è tra i più alti, attraverso l’assunzione di 60mila maestri precari. 
BABY PROGRAMMATORI

I giovani, dalla scuola primaria in su, per quanto riguarda, invece l’alfabetizzazione digitale, saranno chiamati non solo ad apprendere, ma anche a programmare attraverso il coding a partire già dall’autunno.
Oltre a questo, infine, a comparire anche l’insegnamento dell’economia, che diventerà disciplina per tutte le scuole superiori compresi i licei, mentre soprattutto nei professionali, gli studenti saranno chiamati all’alternanza Scuola-Lavoro, obbligatoria negli ultimi tre anni per almeno 200 ore l’anno, cui si aggiunge il potenziamento delle esperienze di apprendistato sperimentale. Considerato, infine, il basso numero in Italia di laureati in materie scientifiche, il Piano scuola punta anche sui laboratori nelle scuole superiori attraverso l’acquisto di nuovi macchinari, come stampanti 3D, frese laser, componenti robotici. 

Il Messaggero