Scortati

POLIZIA 6

La notizia che la Procura di Bologna ha riaperto il fascicolo sulla morte del Prof. Biagi è da annoverare tra le belle notizie, quelle che ogni cittadino vorrebbe si sentissero più spesso. Il ritrovamento di documenti su colui che venne definito un rompicoglioni, cui venne negata la possibilità di avere la scorta perché non si riteneva vi fossero rischi reali per la sua incolumità, riporta al tema delicato della necessità, per troppi, di essere tutelati dallo 
stato, a spese nostre ovviamente.

Ogni anno si spendono quasi 600 milioni di euro per garantire la protezione agli uomini dello stato. Ora va fatta una precisazione: siamo davvero sicuri che tutti ne abbiano bisogno? No ovviamente, non tutti, anzi la maggior parte, non ne ha bisogno. Si continuano a proteggere persone passate nel dimenticatoio ma che continuano a pretendere la scorta e l’auto di servizio; gente che nemmeno se tornasse in auge l’anonima sequestri avrebbe interesse a prendersi. Soldi buttati che potrebbero essere utilizzati per garantire servizi al cittadino, per dare contributi alle piccole e medie imprese, denari utili per rilanciare l’occupazione. Ma non solo quattrini sprecati, ma anche energie mal utilizzate. Molti di quegli uomini costretti a fare da balie a lor signori, spesse volte spinti ad accompagnare le signore a passeggio con il Dudù di circostanza, a spingere carrelli della spesa, sarebbero molto più utili se venissero reimpiegati in servizi per l’intera comunità. Qualche agente in più per le strade darebbe un maggiore senso di sicurezza.

Ci si riempie la bocca con il risparmio della spesa: ecco cominciamo a recuperarli anche da lì i denari. Nel contempo attenderemo con ansia gli sviluppi della vicenda Biagi; prima o poi si dovranno fare i conti con la storia. Quanto prima qualcuno dovrà fare i conti anche con la propria coscienza.

Alessandro D’Offizi