Scontro Ue-FI su Silvio candidato

PALAZZO CHIGI - CONFERENZA STAMPA DOPO L'INCONTRO TRA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E IL PRIMO MINISTRO IRLANDESE, PRESIDENTE DI TURNO DELL'UE

ROMA La possibilità che Silvio Berlusconi possa essere candidato alle Europee come capolista nelle 5 circoscrizioni italiane è sempre più complicata.
A gelare le aspettative del Cav ci pensa Bruxelles. È il commissario per la Giustizia Vivienne Reding a stoppare i piani: «Non entro in questioni nazionali, ma la normativa europea è molto chiara». Affermazione che Forza Italia non accoglie bene e alla quale replica con durezza sia nel sottolineare le ragioni dell’ex premier sia, con Maurizio Gasparri che spiega: «Non esiste un centrodestra senza Berlusconi».
La presa di posizione della Commissione Ue comunque non coglie di sorpresa Berlusconi, pronto ad alzare ancora il tiro: proseguo con la mia battaglia – ha ribadito ai suoi uomini – dovrà essere evidente il disegno politico per farmi fuori dai giochi. Nessuna marcia indietro, anzi l’input inviato da Arcore (Berlusconi resterà a Milano anche oggi, è atteso nella Capitale mercoledì in tarda mattinata) è quello di insistere nel portare avanti la sua candidatura. Una strategia mediatica molto chiara volta, da parte dell’ex capo del governo in primis, a non spegnere i riflettori in vista del 10 aprile, giorno in cui il tribunale di Milano deciderà se affidarlo ai servizi sociali, mandarlo ai domiciliari oppure in carcere. Per oggi è atteso il pronunciamento della Cassazione, cui spetterà di confermare o meno i due anni di interdizione dai pubblici uffici come previsto dalla sentenza Mediaset. Una decisione che l’ex premier attenderà dunque ad Arcore. Al rientro nella Capitale l’ex capo del governo ha già convocato il vertice del partito proprio per riprendere in mano il dossier Europee. Insomma il pensiero corre ai suoi processi, ma questo non impedisce al Cav di «dire la sua» anche su Matteo Renzi. «Vigileremo perché il pacchetto del governo si trasformi in concreti provvedimenti». Un plauso va poi all’annuncio di «una razionalizzazione della spesa pubblica». Nota dolente invece sono i tagli alla sicurezza.

L’Unione Sarda