Scontro sulla Grecia, ultimatum Ue

EUROPA UE BRUXELLES

La Grecia ha pochi giorni di tempo per «decidere se accettare l’estensione» del programma di assistenza finanziaria in cambio di una certa «flessibilità», in attesa di negoziati più ampi sul debito in estate, ha avvertito ieri il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, dopo una drammatica rottura nei negoziati tra il governo di Alexis Tsipras e i suoi creditori internazionali. La scadenza dell’ultimatum è fissata per venerdì, quando i ministri delle Finanze della zona euro sono pronti a riunirsi di nuovo, se Tsipras deciderà di cedere alle pressioni e confermare gli impegni su riforme e risanamento ereditati dai precedenti governi. «Possiamo usare questa settimana, ma è tutto», ha avvertito il presidente dell’Eurogruppo. Vista la scadenza ufficiale del programma il 28 febbraio, «abbiamo bisogno di più tempo», ha spiegato Dijsselbloem. «Il miglior modo è estendere il programma per darci diversi mesi per lavorare su futuri accordi». Ma le tensioni registrate all’Eurogruppo, dove il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, ha immediatamente rigettato la proposta di compromesso messa sul tavolo da Dijsselbloem, non sono di buon auspicio. Le proposte fatte dall’Eurogruppo ad Atene sono «assurde ed inaccettabili», secondo un funzionario del governo greco. «Dobbiamo essere logici, non ideologici», ha detto intanto il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, all’indirizzo di Atene.
I NODI

Per il governo Tsipras chiedere l’estensione del programma significherebbe rinnegare le promesse elettorali di porre fine all’austerità. Ma per gli europei è anche l’unico modo di assicurarsi che Atene rispetti alcune condizioni legate ai prestiti concessi dai partner. Per beneficiare di un prolungamento, la Grecia dovrebbe ribadire l’impegno a onorare i suoi debiti e a non mettere in pericolo la stabilità finanziaria. Soprattutto, l’Eurogruppo chiede garanzie che non ci saranno «azioni unilaterali» sulla politica di bilancio e di riforme. In altre parole, il governo Tsipras dovrebbe fare marcia indietro sulle prime misure annunciate, come il congelamento delle privatizzazioni, l’aumento del salario minimo o la riassunzione di 15 mila funzionari pubblici. In cambio, l’Eurogruppo è pronto a concedere «un certo grado di flessibilità» e a discutere «misure sostitutive» rispetto all’attuale programma, a condizione che gli obiettivi di bilancio non «deraglino», ha spiegato Dijsselbloem. Ma Varoufakis ha confermato che la Grecia intende rigettare l’attuale programma, perché «è parte del problema, non della soluzione». La bozza dell’Eurogruppo è «un’estensione dei vecchi problemi», ha spiegato Varoufakis, dicendosi comunque certo che «i negoziati continueranno e arriveremo a un accordo».
Senza un accordo sull’estensione del programma, a marzo Atene si dovrà finanziare da sola sui mercati a tassi insostenibili. Inoltre, in caso di rottura definitiva, la Bce potrebbe tagliare la liquidità straordinaria alle banche greche. In mancanza di un compromesso «ci sarebbe un problema di finanziamenti a breve termine che si esauriscono», ha ricordato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Inoltre, per il governo Tsipras, «si esauriscono anche le prospettive a più lungo termine» di rinegoziare il debito. Malgrado i rischi, secondo Padoan, un’uscita della Grecia dall’euro è «del tutto fuori questione». Il ministro dell’Economia si è detto convinto che c’è «terreno comune».
Varoufakis ha spiegato che sarebbe stato pronto a firmare subito un compromesso proposto da Moscovici, che prevedeva un programma «ponte» di quattro mesi e una clausola «anti-recessione» per impedire l’aumento dell’Iva o ulteriori tagli alle pensioni. Ma, secondo diverse fonti, «non c’era grande differenza tra i due testi». Varoufakis ha cercato di rassicurare i mercati, promettendo un compromesso «a metà strada entro due giorni». In realtà, il clima rischia di essersi deteriorato irrimediabilmente, dopo i duri scambi di accuse tra il governo di Atene e i partner europei. «Mi dispiace per i greci. Hanno votato per un governo che si comporta in modo abbastanza irresponsabile», ha detto il ministro delle finanze tedesco Wolfang Schaeuble.

Il Messaggero