Scontro nella Cisl, Bonanni si dimette

Crisi: Bonanni, autunno caldo? Faremo grandi iniziative

Dopo oltre otto anni al timone, Raffaele Bonanni lascia a sorpresa la guida della Cisl, nel bel mezzo dello scontro politico-sindacale sulla riforma del mercato del lavoro. Le dimissioni del segretario generale saranno ufficializzate oggi in una riunione della segreteria (allargata ai segretari di categoria) mentre a ottobre al Consiglio generale dovrebbe essere formalizzato il cambio della guardia, con la nomina al vertice del segretario generale aggiunto Annamaria Furlan. Ieri sera Bonanni ai microfoni prima del Tg3 e poi del Tg1 Bonanni ha spiegato la sua scelta come un «segno di rinnovamento necessario» assicurando allo stesso tempo che «non cambierà la linea» del sindacato in particolare sui temi del Jobs Act in questi giorni all’esame del Senato. Dalla confederazione di Via Po si fa sapere che la decisione sarebbe già stata maturata nel corso dell’estate e la scelta del successore (Annamaria Furlan era stata a suo tempo indicata dallo stesso Bonanni) farebbe pensare ad una continuità nella gestione del sindacato.
Ma ci sono anche versioni diverse: in particolare una parla di un documento interno che mette in discussione anche in termini pesanti l’operato del segretario generale (alludendo anche al suo trattamento previdenziale); documento che avrebbe convinto la dirigenza Cisl a premere per le dimissioni, anticipate di almeno otto-nove mesi rispetto alla scadenza attesa. Questa ricostruzione viene però smentita con decisione da Via Po, dove si sottolinea al contrario che la decisione è stata presa dal segretario generale in maniera del tutto autonoma, senza alcun contrasto.
IL LIMITE DI ETÀ
Bonanni, alla guida della confederazione dall’aprile del 2006, era stato rieletto nel giugno del 2013 dal congresso con il 98 per cento dei voti. In quella occasione era stato deciso di spostare in avanti il limite di età per la carica, dai canonici 65 anni ai 66 e 3 mesi che rappresentano la nuova soglia per la vecchiaia secondo la riforma pensionistica firmata da Elsa Fornero. Visto che Bonanni è nato il 10 giugno del 49, il traguardo sarebbe stato tagliato nel settembre dell’anno prossimo, o al massimo a giugno considerando l’età tonda.
In ogni caso al di là delle eventuali difficoltà interne il momento non è comunque dei più semplici per la Cisl come per tutto il sindacalismo italiano. Le confederazioni, sostanzialmente tagliate fuori dall’interlocuzione con il governo su temi delicatissimi come le riforme della pubblica amministrazione, della scuola e del lavoro, sono state chiamate in causa direttamente dal presidente del Consiglio, che le accusa di opporsi al cambiamento e di non tutelare i lavoratori. Sta di fatto che tra gli iscritti aumenta inesorabilmente la componente dei pensionati.
Per quanto riguarda la Cisl toccherà probabilmente ad Annamaria Furlan gestire da ottobre in poi questa complicata fase: decidendo innanzitutto se e in che termini ci sarà la mobilitazione unitaria con Cgil e Uil per la difesa dell’articolo 18. Si troverà quindi a confrontarsi con Susanna Camusso, donna che guida il sindacato di Corso d’Italia.
Cinquantasei anni, genovese, Furlan ha iniziato la sua attività sindacale nel 1980 come delegata dei lavoratori postali della Cisl, categoria della quale è poi divenuta segretaria provinciale e regionale. Successivamente ha guidato la Cisl di Genova e la Cisl regionale della Liguria. Dal 2002 è segretario confederale della Cisl e in questo ruolo si è occupata del settore terziario e servizi.

Il Messaggero