Scontri al corteo Ast, feriti quattro operai bufera in parlamento Alfano: brutto giorno

ANGELINO ALFANO 4

Il bollettino medico degli scontri parla di quattro operai feriti da una parte e di quattro poliziotti (tre agenti e un funzionario) dall’altra. La prima scintilla dell’autunno caldo delle proteste di piazza arriva dalle acciaierie Ast-ThyssenKrupp di Terni, dove rischiano il licenziamento 537 operai su 2.700. In 600 ieri sono arrivati nella Capitale per un sit-in davanti all’ambasciata tedesca di piazza Indipendenza. Dopo un incontro inconcludente con i diplomatici («abbiamo ricevuto i lavoratori, ma non possiamo entrare nelle vicende di un’impresa privata») la piazza dei metalmeccanici si scalda. La polizia presidia tutti i varchi con blindati e agenti con scudi anti-sommossa.
La situazione degenera quando gli operai decidono di trasformare il picchetto in un corteo non autorizzato. I lavoratori mandano avanti i sindacalisti, pressano gli scudi degli agenti, tentano di forzare il cordone. Partono le prime manganellate. Gli animi si surriscaldano. Dalle retrovie qualcuno inizia a scagliare bottiglie di vetro contro gli agenti. La polizia a quel punto carica sugli operai. Alla fine, nella mischia, a farne le spese sono quattro operai che tentavano di calmare gli animi. Arrivano le ambulanze, tutti e quattro i lavoratori vengono portati all’Umberto I. Gli altri operai invece ottengono l’autorizzazione a sfilare verso il Ministero dello Sviluppo Economico. E cantano: «L’operaio non si tocca». La situazione si sblocca quando il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio telefona al segretario Fiom Maurizio Landini, presente alla manifestazione, e organizza seduta stante un incontro tra una delegazione degli lavoratori e il ministro Guidi. Quando gli operai escono sostengono che «il governo sta lavorando per modificare il piano industriale e che domani saranno sbloccati gli stipendi, fermi da quando abbiamo occupato la fabbrica. Ma gli scioperi andranno avanti». Landini però chiede a Renzi di «spiegare le botte».
RISCHIO OCCUPAZIONE
Nel frattempo parte la battaglia delle ricostruzioni. La Questura difende l’operato degli agenti: «Nessuna carica, solo un’azione di contenimento quando i manifestanti hanno tentato di forzare il cordone dei poliziotti per andare verso la stazione Termini e occuparla». Gli operai invece sostengono di «non avere mai pensato di andare alla stazione ma di volersi recare al Ministero». La Procura attende un’informativa della Digos sui fatti per poi aprire, eventualmente, un fascicolo di indagine.
IN PARLAMENTO
Lo scontro, stavolta verbale, dalla piazza si sposta sugli scranni del Parlamento. Tutti i gruppi del Senato hanno chiesto ad Alfano di riferire al question time di oggi. Alla Camera i deputati di Sel hanno esposto cartelli con scritto «Alfano dimettiti», annunciando una mozione di sfiducia individuale. Ncd invece difende i poliziotti: «Ci sono quattro agenti feriti ma non importa a nessuno». Già nella serata di ieri Alfano, con il capo della Polizia Alessandro Pansa, ha convocato al Viminale Landini insieme a Bentivogli (Fim) e Ghini (Uilm). «È stata una brutta giornata per tutti», il commento del ministro che ha avuto anche un colloquio con il collega della Giustizia Orlando, che a sua volta ha chiamato il prefetto di Roma Pecoraro. Mentre Del Rio ha assicurato in tempi rapidi una ricostruzione dettagliata dell’accaduto.

Il Messaggero