Schedati i passeggeri sui voli europei Il via libera dell’Europarlamento

EUROPA UE BRUXELLES

STRASBURGO Sulla spinta emozionale degli attentati jihadisti a Parigi e Bruxelles, l’Europarlamento ha trovato un compromesso tra sicurezza e privacy per varare la raccolta dei dati dei passeggeri dei voli aerei come misura anti-terrorismo e di prevenzione di altri gravi reati. Il provvedimento, che settori dell’aula hanno considerato per anni una inaccettabile schedatura di massa (simile a quella attuata negli Stati Uniti dopo gli attentati dell’11 settembre 2001), è passato a Strasburgo con 461 voti favorevoli, 179 contrari e 9 astensioni.

Il voto
Europopolari ed eurosocialisti, i due principali gruppi dell’Europarlamento, hanno trainato l’approvazione convinti che l’utilità dei dati dei passeggeri dei voli aerei (detti Pnr), soprattutto per i servizi segreti e l’anti-terrorismo, giustifichi una riduzione del diritto alla privacy dei cittadini. «Sono state espresse comprensibili preoccupazioni circa la raccolta e la conservazione dei dati delle persone, ma credo che la direttiva offra garanzie sul rispetto della privacy e dimostri che la legge è proporzionata ai rischi che abbiamo di fronte — ha rassicurato il relatore del provvedimento, il conservatore britannico Timothy Kirkhope —. I governi dell’Ue devono ora andare avanti con l’attuazione del presente accordo».

La procedura
I Paesi membri dovranno istituire una Unità di informazione sui passeggeri (Uip), che richiederà i dati alle compagnie aeree e li custodirà per cinque anni. Dopo i primi sei mesi verrà garantito l’anonimato oscurando le parti che consentirebbero di individuare il passeggero (nome, indirizzo, contatti telefonici e e-mail). Le Uip gestiranno il trasferimento delle informazioni alle autorità giudiziarie e a organismi sovranazionali come Europol. Le richieste dovranno essere «caso per caso» e giustificate con reali esigenze di contrasto del terrorismo o di altri gravi reati. Tutti i trattamenti dei Pnr dovranno essere registrati per permettere le verifiche di correttezza. Nelle Uip dovrà essere nominato un controllore delle pratiche per evitare anomale schedature dei cittadini. Gli Stati membri dovranno vietare raccolte di dati su origine razziale o etnica, opinioni politiche, religione, convinzioni filosofiche, appartenenza sindacale, stato di salute, comportamento e orientamento sessuale. Al momento la direttiva si applica ai voli da e per l’Ue. I governi possono estendere la raccolta del Pnr ai collegamenti interni ai 28 Paesi membri.

Le reazioni
«Finalmente, è una buona giornata per l’Europa — ha commentato il ministro degli Interni Angelino Alfano —. Con l’adozione dell’accordo sui dati dei passeggeri aumenta la sicurezza dei cittadini e l’efficacia dell’azione delle Forze dell’ordine nella lotta al terrorismo». I verdi europei hanno mantenuto l’opposizione a quella che considerano una «falsa soluzione» contro i jihadisti. Anche il Garante europeo della privacy, Giovanni Buttarelli, ha bocciato il provvedimento perché «costosissimo», richiede «tempi semi-biblici» ed è «suscettibile di una censura da parte della Corte di giustizia Ue» per la violazione del principio di «proporzionalità» sancito dai Trattati. La direttiva sul Pnr, dopo la ratifica del Consiglio dei governi (considerata scontata) e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue, dovrà essere introdotta nei Paesi membri entro due anni.

Corriere della Sera