Scandalo corruzione, la Fifa chiede i danni e ammette: “Tangenti per Sudafrica 2010”

infantino

La Fifa ammette che furono pagate tangenti per l’assegnazione al Sudafrica dei Mondiali 2010 e contestualmente si rivolge alle autorità statunitensi con una richiesta di risarcimento danni nei confronti di 41 ex dirigenti e funzionari coinvolti nell’inchiesta sullo scandalo corruzione.

L’obiettivo, spiega la Fifa in una nota nella quale si definisce “istituzione vittima”, è quello di “recuperare decine di milioni di dollari intascati illegalmente dai membri della Fifa corrotti e altri funzionari del calcio”. Fra questi, la Fifa cita in maniera esplicita alcuni alti dirigenti incriminati dal Dipartimento di Giustizia statunitense, fra i quali Chuck Blazer, Jack Warner, Jeffrey Webb.

“Hanno abusato della loro posizione causando danni seri e duraturi alla Fifa, alle federazioni associate e alla comunità del calcio. I soldi che hanno intascato appartenevano al calcio e servivano per la promozione e lo sviluppo del gioco. La Fifa, in quanto organo che governa il calcio a livello mondiale, rivuole quei soldi indietro e siamo determinati a riprenderceli, non importa quanto tempo ci vorrà”, si legge in una dichiarazione di Gianni Infantino, nuovo presidente della Fifa.

Come si legge nel documento di 22 pagine allegato alla richiesta di risarcimento danni, per la Fifa “ora appare evidente come diversi membri del comitato esecutivo abbiano abusato delle loro posizioni e venduto i loro voti in diverse occasioni”. In particolare, riguardo l’assegnazione dei Mondiali del 2010, la Fifa afferma che “i sudafricani hanno offerto una tangente di 10 milioni di dollari in cambio di dei voti di Warner, Blazer e un terzo membro del comitato esecutivo”. Lo stesso Warner, ex vicepresidente della federazione internazionale, nel 1992 avrebbe “accettato una tangente” in cambio del suo voto a favore della candidatura del Marocco ai Mondiali del 1998 poi assegnati alla Francia.

“Gli imputati hanno sottratto questi soldi non solo alla Fifa, ma anche ai giocatori, agli allenatori e ai tifosi di tutto il mondo -dice ancora Infantino-. Soldi che servivano per costruire campi di calcio, non palazzi e piscine; per acquistare le attrezzature, non gioielli e automobili; e per finanziare lo sviluppo del calcio giovanile e del settore tecnico, non per sottoscrivere gli stili di vita sontuosi dei dirigenti. Quando la Fifa li recupererà, questi soldi saranno nuovamente destinati al loro scopo originario: il bene e lo sviluppo del calcio internazionale”.

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