Scandalo Catania: trovati 100 mila euro nel controsoffitto

antonino pulvirenti

Continua ad espandersi a macchia d’olio l’inchiesta della Procura di Catania sulle gare che sarebbero state comprate dal presidente del club etneo, Pulvirenti, per salvare la squadra dalla retrocessione in Lega Pro. Dopo gli arresti domiciliari del numero uno rossazzurro, dell’amministratore delegato, del direttore sportivo e altre 4 persone tra procuratori e agenti di scommesse, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati anche Christian Terlizzi, 36 anni, calciatore del Trapani ed ex del Catania. Le informazioni di garanzia sono state notificate ieri a Riccardo Fiamozzi (Varese), Luca Pagliarulo, Antonio Daì (Trapani), Matteo Bruscagin (Latina), Alessandro Bernardini (Livorno). Sono in corsa di notifica ulteriori analoghi provvedimenti a carico di altri calciatori di Serie B.

PERQUISIZIONI NEGLI APPARTAMENTI DEGLI ARRESTATI – Ingenti somme di denaro, 100 mila euro in contanti, sono state sequestrate dagli agenti della Digos in casa di Giovanni Luca Impellizzeri, agente di scommesse on line, arrestato ieri nell’ambito dell’operazione ‘I treni del goal’. I 100 mila euro erano nascosti in diversi punti del controsoffitto dell’abitazione dell’arrestato. La polizia ha anche scoperto un localizzatore di microspie a radiofrequenze.

In casa di Piero Di Luzio, a Roma, tesserato del ‘Genoa Club’ sono stati sequestrati documenti e appunti, ora al vaglio degli investigatori, che contengono riferimenti al Catania Calcio e alle somme di denaro versate. Gli agenti hanno scoperto una sorta di ‘libro mastro’ in cui sarebbero state annotate somme di denaro utilizzate per corrompere giocatori. La polizia ha anche trovato documenti e appunti in cui sarebbero emersi elementi di rilievo penale e che riguarderebbero le somme versate dal club etneo.

Durante le perquisizioni a carico dei 19 indagati, gli agenti della Polizia Postale di Catania, hanno sequestrato 100 computer. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le somme delle scommesse on line alterate dalle partite ‘truccate’ con la complicità dei giocatori che hanno ricevuto somme di denaro. Sono stati sequestrati i telefoni cellulari dei dirigenti del Catania, gli smartphone del presidente Nino Pulvirenti, dell’ad Pablo Cosentino e dell’ex direttore sportivo Daniele Delli Carri.

LE MANI DI IMPELLIZZERI SU MESSINA-ISCHIA – Per quel che riguarda la partita di Lega Pro Messina-Ischia, terminata con il risultato di 1-1, secondo gli investigatori i vertici della società peloritana, il patron Pietro Lo Monaco, l’amministratore delegato Alessandro Failla e il direttore sportivo Fabrizio Ferrigno si sarebbero adoperati affinché la gara terminasse con il risultato del vantaggio temporaneo dell’Ischia nel primo tempo e del pareggio finale. La motivazione della frode sarebbe legata al consistente profitto ricavabile da tale tipologia di scommessa della quale si sarebbe occupato anche in questo caso Impellizzeri. Le varie agenzie quotavano infatti l’incontro con quello specifico risultato parziale/finale fino anche a 19 volte la posta. Lo Monaco, Failla e Ferrigno risultano anch’essi indagati per concorso di frode in competizione sportiva aggravata dall’essere la stessa influente ai fini dello svolgimento di concorsi pronostici e scommesse regolarmente esercitati.

MALAGO’ E L’AIUTO DELLA SUPERPROCURA – Il presidente del Coni, Giovanni Malago’, non esclude un aiuto ‘dall’altò della Superoprocura del Coni alla procura federale della Figc, una collaborazione sulle due inchieste (Calcioscommesse di Catanzaro e caso-Catania) che richiedono tempi brevi per allestire processi prima dei sorteggi dei calendari di Serie B e Lega Pro. “Se la Superprocura del Coni può aiutare Palazzi nei limiti di quello che è il regolamento del nuovo codice di giustizia sportiva. Indubbiamente siamo ancora a caldo di questo ennesimo terremoto che c’è stato”, aggiunge il capo dello sport italiano a margine della presentazione degli Europei Under 20 di basket avvenuta stamane presso la Sala Giunta, riferendosi all’ultimo scossone arrivato da Catania. “E’ chiaro che – conclude – non si può consentire di partire se non si hanno elementi certi. I tempi sono molto stretti, si devono molto sbrigare. La mia opinione è che partire con un calendario che rischia di essere azzoppato il giorno dopo non darebbe credibilità al sistema, per cui debbono tenerne conto”.

RABBIA TAVECCHIO – Delusione nelle parole del presidente della Figc, Carlo Tavecchio, costretto a commentare l’ennesimo scandalo del calcio italiano. “Sono costernato da questi fatti, bisogna stroncarli, saremo inflessibili. La procura federale si è attivata, comunque su alcune segnalazioni era già a lavoro. Torna d’attualità un tema importante, che è quello dell’anagrafe, un casellario sportivo dove si possano individuare soggetti che compiono certe azioni ed evitare che poi si ripropongano”, aggiunge Tavecchio, secondo cui “finché non troveremo una soluzione per identificare queste migrazioni interne saremo sempre allo stesso punto”. Per il numero 1 federale “la Figc si è sempre costituita parte lesa. Oggi – sottolinea – ho apprezzato molto le parole del presidente Abodi: il calcio è l’unico sport al mondo che raccoglie miliardi di soggetti, ma ancora non è nato chi è capace di distruggere questo sport”.

COLLOQUIO TRA CANTONE E ABODI – “Importante colloquio telefonico, nel tardo pomeriggio di ieri, tra il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone e il presidente della Lega Serie B Andrea Abodi. Al centro la proposta, formulata lo scorso febbraio dal rappresentante della Lega B al governo, concernente la previsione della confisca dei beni nei confronti dei soggetti colpevoli del reato di frode sportiva e dell’inserimento del reato di frode sportiva stesso e della raccolta illecita di scommesse sportive nel perimetro del dlgs 231/2001, che disciplina la responsabilità delle persone giuridiche in favore delle quali vengano commessi reati”. Questo il contenuto di un comunicato diffuso oggi dalla Lega Serie B. “La proposta di legge, valutata positivamente dagli Uffici Legislativi dei Ministeri dell’Interno e della Giustizia che stanno individuando il “veicolo legislativo”, attribuisce alle pene previste per i fenomeni corruttivi e fraudolenti nel calcio un carattere di maggiore deterrenza – mutuando gli strumenti giuridici di contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata – sul piano dei severi effetti patrimoniali che sarebbero applicati, attraverso la confisca dei beni, anche in caso di patteggiamento”, si legge ancora nella nota.”La proposta di legge della Lega Serie B prevede inoltre l’introduzione di severe sanzioni pecuniarie e interdittive nei confronti della società nell’interesse o a vantaggio della quale abbia agito l’autore dei reati sportivi in questione. Il presidente Cantone, da parte sua, ha dato la piena disponibilità nel farsi promotore presso le sedi istituzionali affinché questa proposta possa diventare quanto prima legge, costituendo così da subito un formidabile effetto inibitorio nei confronti dei reati di frode sportiva e di raccolta illecita di scommesse, che vanno combattuti con la massima severità ed efficacia”, conclude il comunicato della Lega Serie B.

La Repubblica