Scafisti assaltano la nave della Capitaneria Migranti, Salvini choc: lasciamoli in mare

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E’ il fallimento di Triton. Perché, nei fatti, nelle ultime 48 ore il conto delle miglia e i rigidi accordi europei sono saltati, con i soccorsi delle imbarcazioni delle capitanerie di porto e della Guardia di Finanza che si sono spinti ben oltre le trenta miglia previste dall’operazione europea per il controllo delle frontiere. Il conto è di duemila persone nelle ultime 48 ore, tra quanti sono già stati tratti in salvo e chi ancora deve ricevere assistenza a oltre 100m miglia a sud di Lampedusa. Le previsioni, per i prossimi mesi, sono in crescita, come l’intelligence aveva annunciato. Un esodo di disperati in arrivo nel canale di Sicilia. E così, nonostante le regole dell’Europa e le parole del leader della Lega Matteo Salvini, che esterna su fb suggerendo di assistere i naufraghi ma lasciarli al largo, nei fatti è come se la missione umanitaria ”Mare nostrum”, chiusa lo scorso novembre, fosse ancora in vigore. Una missione piena di rischi. Tanto che ieri una motovedetta della Guardia Costiera italiana è stata presa di mira da alcuni scafisti, che sotto la minaccia delle armi sono riusciti a riprendersi un’imbarcazione a 120 miglia dalla costa di Lampedusa.
TRITON
La fine di ”Mare nostrum” e l’entrata in vigore di Triton avrebbero previsto che i circa 2000 naufraghi, salvati in queste ore, fossero lasciati in mare. Perché l’operazione di controllo delle frontiere europee, finanziata da Frontex, non prevede soccorsi. Ma di fatto sono state le motovedette della Guardia costiera e della Guardia di Finanza a intervenire, sulla base degli accordi internazional, siglati a Montego bay che impongono l’obbligo di soccorso e assistenza alle persone in mare, soprattutto dopo la streg di 300 persone dei giorni scorsi. E adesso che, secondo le previsioni dell’intelligence, i flussi in arrivo sono in crescita, il problema torna in Europa. Anche Cecilia Malmstrom, commissario europeo al Commercio e già commissario agli Affari interni, che nell’esecutivo Barroso ha parzialmente gestito il passaggio da Mare nostrum a Triton, twitta: «Continuano le stragi nel Mediterraneo. Indegno. Dobbiamo aumentare le vie legali per l’Europa, con tutti i Paesi che si prendono le loro responsabilità». Il ministro Paolo Gentiloni ha già annunciato che tra oggi e domani è prevista una richiesta ufficiale all’Ue per il rafforzamento di Triton, perché i 3,9 milioni al mese non sono sufficienti per una situazione di emergenza.
L’EMERGENZA
E’ iniziata la fuga dei migranti dalla Libia, come temevano analisti 007 ed esperti del Viminale, che nei giorni scorsi avevano lanciato l’allarme. L’assenza di un governo saldo a Tripoli, l’avanzata dell’Isis e il migliorare delle condizioni meteo rischiano di innescare un esodo dalle coste del paese nordafricano, che si sta già riversando sull’Italia..
SALVINI
Suscita reazioni e polemiche il post su Facebook del leader della lega Matteo Salvini: «Dodici barconi carichi di immigrati (tutti pacifici?) sono stati segnalati a Sud di Lampedusa. Fosse per me li aiuterei, li curerei e darei loro cibo e bevande. Li soccorrerei ma li terrei al largo e non li farei sbarcare. Ne abbiamo abbastanza». Poi, a Radio Padania, il leader della Lega aggiunge: «Credo si debba sospendere qualsiasi operazione di autoinvasione e quindi ogni nuovo barcone va soccorso e aiutato, ma nessuno va fatto sbarcare».

Il Messaggero